Liti condominiali che sfociano in qualcosa di più di una banale discussione, questo è quanto accaduto a Ballabio, in Valsassina, provincia di Lecco, dove si è quasi sfiorata la tragedia e a pagarne le spese, almeno fisiche, è stato Artù, esemplare di pastore tedesco [VIDEO] con la colpa di avere abbaiato insistentemente nel giardino della villetta dove risiede, disturbando evidentemente il vicino di casa che, esasperato, non ci ha pensato due volte di imbracciare la carabina ad aria compressa, rivolgendola contro l'animale.

Artù, ferito in modo grave, è stato poi portato dal veterinario che è riuscito a salvargli la vita e al proprietario, ignaro del colpevole del reato, non è rimasto che recarsi nella vicina Questura.

Recidivo

Il quarantacinquenne reo di avere sparato al #cane del vicino pare sia recidivo; in tre distinte occasioni infatti ha rivolto l’arma ad Artù ferendolo, fino all’ultima in cui, a causa delle gravi ferite riportate, il proprietario del cane ha dovuto ricorrere alle cure veterinarie, prima di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto.

Chiunque abbia impallinato Artù è rimasto sconosciuto fino alle indagini degli agenti della squadra mobile della Questura di Lecco che, grazie alle telecamere poste all’esterno della villetta del proprietario del cane e allo studio delle traiettorie dei colpi, hanno identificato nel quarantacinquenne il colpevole del misfatto.

Ritrovate due carabine

In seguito alle indagini, gli agenti delle forze dell’ordine hanno quindi provveduto a richiedere un mandato di perquisizione nella casa del presunto colpevole dove, una volta entrati, hanno rinvenuto due carabine ad aria compressa, una delle quali utilizzata dall’uomo più volte per sparare al cane del vicino.

Dopo aver sottoposto a sequestro le #armi, l’uomo è stato interrogato e ha confessato di aver puntato la carabina più volte [VIDEO] in più occasioni verso il pastore tedesco del vicino di casa, esasperato dal suo continuo abbaiare.

Quella che poteva finire in tragedia si è rivelata in ogni caso una vicenda ignobile e potenzialmente rischiosa anche per eventuali persone che si trovavano a transitare nei pressi del giardino dove il cane abitualmente vive. Per Artù fortunatamente si è risolta con una corsa dal veterinario che ha provveduto alle cure del caso, mentre per il quarantacinquenne si attendono i responsi dei giudici per l’atto commesso con arma da fuoco.