Il #Medio Oriente è una regione controversa, prigioniera di mille contraddizioni. I moti scoppiati in #iran sono stati interpretati dagli Stati Uniti e dai Paesi alleati, da sempre 'nemici giurati' di Teheran, come una sommossa popolare contro il governo che guida il Paese dal 1979. Ma ci potrebbe essere anche dell'altro e non è da escludere che possano essere stati innescati da governi il cui interesse è quello di spezzare il crescente prestigio iraniano [VIDEO] in Medio Oriente.

'Prove di interferenze saudite'

Dai tempi dell'ayatollah Khomeini ad oggi, l'Iran ha indubbiamente beneficiato di una serie di riforme che hanno allentato la morsa delle rigide leggi islamiche.

Il cammino in tal senso è ancora lungo, è probabile pertanto che le attuali proteste che hanno provocato decine di morti e centinaia di feriti siano spontanee, ma non è nemmeno da trascurare l'ipotesi che sia stato qualcun altro ad accendere la miccia. Il precedente in tal senso è celebre ed anche piuttosto recente, la sedicente rivoluzione siriana che ha scatenato di fatto la feroce guerra civile durata sei anni, con oltre mezzo milione di morti, venne provocata in realtà dalle interferenze di Arabia Saudita e Qatar che avevano tutto l'interesse nel rovesciare il governo presieduto da Bashar al-Assad. Il tutto con beneplacito degli Stati Uniti [VIDEO] che nei lunghi anni di guerra hanno supportato militarmente ed economicamente le milizie ribelli. Non stiamo parlando di teorie complottiste, le rivelazioni in tal senso furono quelle di Sheikh Hamad Bin-Jaber al-Thani, primo ministro del Qatar dal 2007 al 2013, in un'intervista rilasciata nella primavera del 2016 al Financial Times.

Nel caso dell'Iran, a sostenere questa tesi è Alì Aghzadeh, governatore generale della provincia centrale del Paese. "Abbiamo le prove dell'interferenza dell'Arabia Saudita in questa situazione - afferma - ed alcune delle persone che abbiamo arrestato hanno confessato. Sarebbero almeno cento i manifestanti che hanno legami con alcuni Paesi stranieri". Naturalmente è una tesi interna e non neutrale, ma che possa trattarsi dell'ennesimo capitolo della lotta fratricida tutta musulmana tra sciiti e sunniti non è assolutamente da trascurare come spiegazione.