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Vince lo spirito olimpico ed è ciò che il mondo auspicava da tempo. Dopo oltre due anni di gelo assoluto, i rappresentanti diplomatici delle due Coree si incontreranno il prossimo 9 gennaio per discutere della partecipazione degli atleti nordcoreani ai Giochi invernali di Pyeongchang. Davvero una grande notizia nell'ambito di tensioni che hanno caratterizzato tutto il 2017 [VIDEO] della penisola coreana. La data del summit era stata già programmata dal Comitato Olimpico della Corea del Sud, si attendeva soltanto la conferma di Pyongyang. Ad onor del vero, la risposta nordcoreana sembrava scontata alla luce dell'apertura ai Giochi di Kim Jong-un durante il discorso di Capodanno [VIDEO].

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Ora è ufficiale, Kim ha accettato la proposta di Seoul per un incontro 'ad alto livello'. A dare la spinta al leader della #corea del nord sarebbe stata anche la notizia, comunicata il mese scorso dalle autorità militari statunitensi e sudcoreane, di rinviare le esercitazioni militari annuali che solitamente si svolgono in Corea del Sud tra febbraio e marzo. Le #Olimpiadi si svolgeranno dal 9 al 25 febbraio.

Riaperta la 'hotline'

Ulteriore segnale della buona volontà del regime di dialogare con i 'cugini' del Sud è la riapertura della famosa 'hotline', la 'linea rossa' che per tanti anni ha rappresentato l'unico canale di comunicazione tra i governi delle due Coree, disconnesso qualche anno fa. La centrale di comunicazione suddetta si trova a Panmunjom, praticamente sul 38esimo parallelo nella zona demilitarizzata che fa da confine ai due Paesi.

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Si tratta oltretutto del luogo scelto per il vertice. Le Olimpiadi però potrebbero essere soltanto uno degli argomenti trattati, certamente il punto di partenza per sbloccare lo stallo nei rapporti diplomatici che non sono mai stati semplici dal 1953, anno in cui venne firmato l'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea, fino ai giorni nostri.

Distensione dallo sport: non è la prima volta

Ai due giovanissimi pattinatori nordcoreani Kim Ju-sik e Ryom Tae-ok verrà dunque attribuito il ruolo di 'ambasciatori di pace', una responsabilità indiretta che certamente li ha già resi famosi a livello mondiale indipendentemente dai risultati sportivi. Al di la di questo, la coppia di pattinatori artistici ha comunque talento: il pattinaggio artistico è l'unica disciplina invernale in cui la Corea del Nord ha conquistato la qualificazione agli imminenti Giochi Olimpici. Non è la prima volta che lo sport unisce ciò che la politica ha diviso. Nel 1988 la Corea del Nord boicottò i Giochi Olimpici di Seoul, ma negli anni a venire i rapporti tra i due Paesi si fecero molto più distesi.

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Il punto più alto in tal senso nel 1991, quando un'unica Nazionale coreana in cui erano presenti atleti del nord e del sud prese parte ai Mondiali di calcio Under 20. Tra gli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, le Nazionali di calcio maggiori dei due Paesi diedero vita ad una serie di amichevoli definite 'della riunificazione' in cui i 22 giocatori entravano in campo reggendo la bandiera della Corea Unita. Un altro elemento che fece da leva per un disgelo che all'epoca sembrava definitivo fu la vittoria della Corea del Sud sull'Italia ai Mondiali di calcio del 2002, impresa che fu idealmente accostata a quella del Nord che nel 1966 aveva eliminato gli azzurri dalla Coppa del Mondo in Inghilterra.

Mano tesa e... dubbi

Sul fronte statunitense però si mantengono 'sospettosi' circa l'atteggiamento di Kim Jong-un. Da parte sua Donald Trump si è dichiarato soddisfatto del prossimo incontro tra gli emissari delle due Coree ed ha gonfiato il petto, sostenendo che questo è stato reso possibile dalla sua 'linea dura' nei confronti del regime. Alcuni analisti vedono quella di Kim come 'una tattica astuta' per creare distanza tra Stati Uniti e Corea del Sud. Il regime non avrebbe certamente rinunciato ai suoi test missilitici e lo confermerebbero le immagini satellitari che avrebbero messo in risalto 'strani movimenti' che lasciano pensare al prossimo lancio di un nuovo missile. Per il momento lo sport sembra più forte della politica, visto che questa è la prima apertura diplomatica di Kim Jong-un, ma il nodo più intricato della questione, la contesa tra Pyongyang e Washington, resta davvero difficile da sciogliere.