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Il caso Weinstein [VIDEO]è stato uno dei temi più dibattuti e controversi dell’anno passato: il caso dei ricatti sessuali per ottenere parti nei film da lui prodotti ha suscitato fortissima indignazione e ha spinto molte donne che in conoscesti simili o diversi a quello del cinema hanno avuto il coraggio di denunciare i soprusi ai quali erano costrette a sottostare.

Ciò ha reso centrale il tema della molestia per quanto riguarda l’aspetto legale e si è si è fatto simbolo di un cambiamento volto a portare maggiore uguaglianza, discriminazione, ma soprattutto minore quantità di atti di bieca sottomissione dettate da logiche di un potere ostentato.

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Il corteggiamento

Ma per capire le logiche retrostanti a questi comportamenti è necessario comprendere il complesso meccanismo di corteggiamento della specie umana: differentemente da quello degli animali, è soggettivo, non prestabilito ed enormemente legato al contesto e quindi può risultare ambiguo, confuso ed è facilmente vittima di distorsioni cognitive. L’equivoco più classico si pone tra l’interesse platonico amichevole e quello sessuale (tipico dell’uomo è appunto la sessualizzazione di messaggi neutri).

Di qui si è in grado di comprendere la molestia che, a differenza dello stupro che è intenzionale e violento, si basa su un iniziale fraintendimento che, per tratti tipici del molestatore (narcisismo, valutazione eccessivamente positiva di sé, impulsività, tendenza a sperimentare oltre il limite), porta ad un’escalation di azioni che solo più tardi sono connotate da una vera e propria crudeltà e da premeditazione.

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La pena e la cura

Il diritto in questi casi pecca di una mancanza comunicativa nei confronti della psicologia: per un meccanismo comune a molti reati viene negata la libertà a chi ne ha illegalmente abusato, con un meccanismo simile al contrappasso, sebbene in questi casi le cure (associate naturalmente all’incarcerazione) di tipo psicologico abbino sensibilmente abbassato il tasso di recidività.

Si è infatti convalidata l’efficacia di un trattamento piscologico nei confronti dei cosiddetti sex offenders sia in presenza (frequente) si in assenza di vere e proprie psicopatologie.

Naturalmente è difficile poter pensare alla categoria dei molestatori come qualcuno da aiutare poiché nutriamo verso di loro un motivatissimo risentimento, ma il compito della detenzione è quello di riabilitare le persone alla vita all’interno della società e quindi di far uscire di galera persone che possibilmente non ripetano i propri errori. E non solo per paura della pena (deterrente di modesta efficacia), ma anche per un rinnovato senso civico accompagnato dalla risoluzione di conflitti personali che li hanno portati a compiere azioni così aberranti.

Ciò non vuole in nessun modo deresponsabilizzate #Molestie e molestatori ma anzi associare alla giusta pena una corretta rieducazione, che possa rendere veramente la società più giusta più e civile. #Weinstein #Superuovo