Le ultime dichiarazioni di fuoco tra Stati Uniti e Nord Corea

Tutto è cominciato con il discorso di Capodanno tenuto dal leader nord-coreano Kim Jong-un, nel quale egli ha dichiarato la propria disponibilità a sedersi al tavolo delle trattative per cercare di trovare una soluzione e partecipare alle Olimpiadi invernali, che nel 2018 si terranno nel territorio della Sud Corea, paese con cui ci sono tradizionalmente grandi tensioni, a tal punto da far scatenare delle guerre nel periodo post Seconda Guerra Mondiale. Il presidente #Kim Jong-un, seppur accettando di entrare a Seul per cercare di trovare una soluzione al problema riguardante la manifestazione sportiva, ha anche dichiarato di aver completato tutti i test dei missili balistici nel 2017 e di essere pronto ad “ogni evenienza”, intendendo la possibilità di attaccare gli Stati Uniti – alleati e difensori della Corea del Sud – in ogni momento.

“Ho un bottone sempre pronto sulla mia scrivania”, ha sancito il dittatore. [VIDEO]

La risposta del Presidente Usa Donald #Trump non ha tardato ad arrivare. Egli infatti, in un tweet ha scritto che “Il leader nord-coreano Kim Jong-un ha appena detto che 'un bottone nucleare è sulla scrivania per ogni momento'. Qualcuno del suo regime povero e senza cibo lo informi che ho anche io un bottone per le armi nucleari, ma il mio è molto più grande e potente del suo, e soprattutto il mio funziona!”

Sebbene entrambi gli armamenti non si attivino con bottoni ma con codici e procedure, il fatto che spaventa è la crescente tensione tra i due stati, i quali leader sono incapaci di procedere con le norme convenzionali della diplomazia per cercare di mettersi al tavolo delle trattative.

Proprio per questa ragione, essi sono stati criticati a livello internazionale per la loro condotta che risulta essere una vicendevole istigazione che può portare a dei risultati disastrosi per l'umanità intera.

Perchè la Nord Corea vuole possedere armi nucleari?

Le Nazioni Unite sono formate da una 'Assemblea Generale', nella quale partecipano tutti gli stati riconosciuti come tali dall'organo internazionale, e il 'Consiglio di Sicurezza', formato da Usa, Inghilterra, Russia, Cina e Francia. Il ruolo del Consiglio di Sicurezza è di particolare importanza in quanto, in caso di unanimità, esso può decidere di prendere decisioni anche di carattere militare verso una particolare nazione che ha infranto gravemente le regole di convivenza internazionale. Lo statuto delle Nazioni Unite prevede, per norme di sicurezza, che gli stati facenti parte del Consiglio detengano armi nucleari. Nella realtà, però, non sono solo quelle 5 nazioni ad avere sviluppato la tecnologia necessaria a detenere armi nucleari, come nel caso della Nord Corea, Israele, e il passato tentativo di acquisire armi nucleari da parte dell'Iran.

Uno stato con un territorio relativamente ristretto come quello della 'Repubblica Popolare Democratica di Corea' ha molteplici motivazioni per cercare di ottenere armi nucleari. Infatti, il paese in questione, anche se secondo la propria costituzione è una repubblica a stampo socialista con un regime economico pianificato, la situazione appare piuttosto diversa al resto del mondo. Secondo Amnesty International e l'organo 'Human Rights Watch', il livello di rispetto dei diritti umani in questo paese è tra i più bassi al mondo, mentre la classe dirigente è altamente corrotta, al punto che la nazione è al terzo posto nella classifica mondiale dei paesi più corrotti, secondo l'organizzazione internazionale 'Transparency International'. A causa di ciò, sono stati imposti durante gli anni numerosi embarghi e limitazioni nel commercio con il paese, mentre le Nazioni Unite hanno imposto severe sanzioni economiche. Inoltre, dopo la caduta dell'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) negli anni '90, il piccolo paese si è ritrovato sostanzialmente solo nel mantenimento di un regime socialista così rigido. Tutto ciò, logicamente, ha creato forti tensioni dal punto di vista delle relazioni diplomatiche, fino ad arrivare alla situazione odierna, in cui il paese non sembra avere intenzione di sedersi ad un tavolo delle trattative probabilmente perchè si sente attaccato da più fronti e percepisce l'indisposizione nei propri confronti del resto dei paesi del mondo.

Per combattere questa asimmetria di potere, per acquisire prestigio a livello internazionale, ma soprattutto per dimostrare di essere nonostante tutto una nazione forte e temibile, la Nord Corea ha reagito con i noti tentativi di creare missili balistici e di lanciarli nell'Oceano Pacifico, non rispettando le regole internazionali e puntando verso il Giappone, almeno in questo periodo, nella speranza di arrivare, un giorno, a colpire direttamente le coste degli Stati Uniti. #Superuovo