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EXPO 2015: il cibo nella storia, nella religione e nel mondo

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Il cibo, protagonista di EXPO 2015, ha da sempre occupato un posto centrale nel rapporto tra l'uomo e la religione. Approfondiamo questa relazione con il nostro archeologo Aristide Malnati.

É iniziata l'esposizione universale EXPO 2015 . Tra feste e padiglioni, ma anche scontri e devastazione, il vero protagonista di EXPO, il cibo, é passato in secondo piano. Dimenticato. Abbiamo, quindi, pensato di riportarlo al centro dell’attenzione, all’interno della nostra cucina italiana dedicata al Made in Italy, insieme al nostro archeologo Aristide Malnati. Approfondiremo, oggi, il rapporto tra cibo e religione, soprattutto all’interno della cultura cristiana.

Questa è una realtà caratterizzata da una forte dimensione spirituale che si rifletteva anche in tavola. Il cibo quindi ha da secoli un ruolo centrale nella vita dell’uomo. Sia per gli Egizi, i Greci e gli antichi Romani il cibo aveva una grande importanza e, di conseguenza, l’alimentazione momento fondamentale della vita giornaliera dell’uomo. L'età cristiana ha ereditato questa grande cura per il cibo, fino ai nostri giorni dove è stato nuovamente valorizzato con EXPO 2015.

EXPO 2015: il cibo torna parte centrale della vita dell’uomo

Vediamo, grazie ad Aristide, cosa l'età cristiana ci ha portato in termini di alimentazione. Occorre fare una premessa sostanziale: il cibo, nel corso della storia, è sempre stato un elemento sacro: dagli Egizi ai Greci così come per i Romani si usava offrire cibo in abbondanza agli dei. Non ci stupiamo quindi se è stato eletto a tema centrale di EXPO2015. Si selezionavano per gli dei alimenti che fossero anche esteticamente belli, frutta colorata e ornata anche da corone e decorazioni floreali. In pratica, tutta la natura veniva offerta agli dei, i quali proteggevano a aiutavano coloro che elargivano le proprie offerte. Si trattava di omaggi preziosi per gli dei, che venivano tirati in ballo anche perché potessero favorire il raccolto, la fertilità del terreno e quella del pascolo. Gli Dei vegliavano sull’intero processo alimentare.

Poi arrivarono i cristiani che, soprattutto nella prima fase della propria storia, in cui non avevano assunto un preciso potere temporale, furono portatori di elementi molto più frugali, più dimessi e legati a una gioia molto più spirituale. La tradizione culinaria del tempo si adattò a tutto ciò.

EXPO 2015 pone al centro del mondo l’alimentazione . Semplicemente un bene universale. Allo stesso modo (con le dovute proporzioni) la pensava la spiritualità cristiana delle origini. Dalla pomposità dei Simposi romani si passò dunque all’agape cristiana, banchetti dominati dalla sobrietà, dalla fuga dagli eccessi e dalla frugalità. Durante i banchetti cristiani, i commensali mangiavano brodi, zuppe di farro, verdure bollite. Il principio alla base della cultura alimentare cristiana era quello della meditazione e della preghiera collettiva, che sarebbe risultata più complicata se avessero adottato un’alimentazione eccessivamente calorica.

Alimentazione corretta e spiritualità, l’obiettivo di EXPO 2015

L’elemento collettivo era molto più spirituale rispetto alle tradizioni precedenti, svincolato da pratiche e situazioni come quella del banchetto tipico dei romani. La spiritualità legata al cibo frugale era un concetto filosofico tipico di certi pensatori orientali. Pensiero entrato dalla Grecia con figure come Epicuro o gli stoici, i quali invitavano a evitare i piaceri materiali del cibo. Lo stesso Seneca diceva che è bene sempre seguire l’equilibrio, anche nel cibarsi. Non é azzardato dire che EXPO 2015, oggi, vuole riproporre questa ricerca dell'equilibrio con il cibo e la natura. 2,8 milioni di decessi all’anno nel mondo, a causa di malattie legate all’obesità, parlano da soli.

Nel caso dei cristiani, come per gli stoici che li hanno preceduti e in qualche modo ispirati, la vita dei cittadini doveva basarsi sull’ assunzione controllata e ridotta del cibo perché l’eccesso li avrebbe fuorviati e allontanati dalla meditazione.

Il cibo, quindi, era ed è protagonista delle nostre vite: necessità primaria, ma anche modo di riconciliarsi con la natura e le divinità. Ai tempi dei Romani, così come ai tempi di EXPO 2015.

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