Durante la stagione estiva spesso si preferisce andare al mare più che cucinare. Troppo caldo e poca fame. Il piatto di oggi però, la famosa “Suppa cuata” gallurese, è adatto anche in questo periodo perché la "Suppa" può essere preparata e mangiata a temperatura ambiente anche dopo ore. La ricetta di nonna Lisa, che viveva a Santa Teresa di Gallura, è una ricetta semplice che cucinava spesso e volentieri per deliziare il palato dei tantissimi nipoti (e non solo). "In realtà questo piatto era considerato un piatto povero - racconta la signora Lisa nelle sue #Ricette - nel senso che molto spesso, in tempi antichi, nasceva dall’esigenza di non sprecare il cibo rimasto.

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Per cui con un po’ di brodo di carne, qualche fetta di pane raffermo e, se allora era disponibile, anche qualche porzione di formaggio, la “Panedda” per l’esattezza, il pasto era pronto. "La versione originale è totalmente in bianco" - conclude - "qualcuno ha però anche proposto la versione con il sugo di pomodoro, altrettanto buona".

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Ingredienti per quattro persone

Per il brodo:

400 grammi di manzo;

400 grammi di agnello o pecora (con parte grassa)

1 cipolla;

1 sedano;

2 carote;

Prezzemolo (q.b)

La signora Lisa aggiungeva alcune parti di formaggio un po’ secche per insaporire. Ma non è fondamentale nella ricetta.

Per la zuppa:

Pane possibilmente raffermo (da almeno due giorni) e di “tricu ruiu”, ottimo grano duro. Circa un chilo è più che sufficiente;

700 grammi di “Panedda” (formaggio dolce a pasta filata);

Burro;

Prezzemolo fresco;

La preparazione

L’ideale sarebbe utilizzare il brodo magari rimasto dal giorno prima, ma va bene anche prepararlo al momento.

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Per prima cosa bisogna utilizzare un recipiente abbastanza capiente da contenere almeno un litro d’acqua, la carne di manzo e quella di agnello (o pecora). E tutti gli ortaggi. Si inizia subito a preparare il brodo – scrive nonna Lisa nelle sue ricette – che dovrà andare a fiamma bassissima per almeno un'oretta prima di essere spento e lasciato riposare. Servirà infatti a temperatura ambiente.

Nel frattempo si taglia il pane in fette non troppo sottili (devono essere contenute da una teglia da cucina come quelle che si utilizzano per la pasta al forno) e si mettono da parte. A questo punto si prepara il formaggio: una parte verrà sminuzzata e mischiata con il prezzemolo. L’altra invece sarà tagliata a fette per poi essere unita nei vari strati della “Suppa”.

Una volta tutto pronto si prende la teglia, unta precedentemente con il burro (va bene anche l’olio extravergine d’oliva) e si forma un strato di pane che dovrà essere irrorato con il brodo. Non troppo. A questo punto con il formaggio sminuzzato si copre il pane che verrà anche condito con scaglie di formaggio fresco.

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Il procedimento andrà ripetuto fino a quando la teglia lo permette. Nell’ultimo strato, chiaramente, è necessario cospargere altro formaggio mischiato con il prezzemolo. E per chi vuole anche altre scaglie di “Panedda”.

Dopo aver riempito con cura tutti gli spazi vuoti si può inserire nel forno (possibilmente ventilato e già caldo) ad una temperatura di 180 gradi per circa 20 minuti. La signora Lisa, a fine cottura, accendeva il grill per far formare quella crosticina croccante che come per magia scompariva prima di arrivare a tavola. #Sardegna