Com'era la #cucina nei conventi e nelle abbazie del passato? Quanti e quali intingoli e prelibatezze mangiavano i monaci di un tempo? Si dice che la forza di questo tipo di gastronomia fossero il giardino e l'orto. Sarà perché abbiamo nella mente una versione gastronomica semplice che però riserva sempre sorprese, o perché la fucina del gusto passa obbligatoriamente dall'utilizzo delle erbe, delle spezie e, perché no, dei fiori. Viene spesso da chiedersi come i luoghi della fede siano diventati, con il passare del tempo, vere oasi di alta destrezza culinaria, anche di ottimo livello.

C'è chi ritrova nella parola "ospitalità" il segreto della fama di questo tipo di prelibatezze.

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Soprattutto nel medioevo, quando viaggiare era assai pericoloso, i monasteri divennero luoghi presso i quali chiedere ristoro durante i lunghi spostamenti. Grazie all'osservanza della carità cristiana, alle decime che riscuotevano i monasteri, e alla coltivazione degli orti, questi erano luoghi nei quali il cibo non si lesinava. Erano zone franche, rifugi per viandanti e pellegrini. Ma anche luoghi santi, di cultura, dove le #Ricette si tramandavano da secoli e vi si custodivano interi manuali di antica saggezza.

La ricetta che vi andiamo a proporre oggi è quella delle patate a turacciolo, un piatto delizioso, sfizioso, facile da eseguire. In particolare, si tratta di una pietanza tipica del monastero di Maria Santissima Assunta di Monte San Giusto, in provincia di Macerata.

Ingredienti per 4 persone

Per le patate:

  • 1kg di patate a pasta gialla
  • formaggi misti
  • olio di semi per friggere
  • sale

Preparazione: 5 minuti; cottura: 10 minuti; esecuzione: facile; vino consigliato: Cesanese di Affile

Preparazione

Sbucciate i tuberi con un pelapatate, lavateli bene sotto l'acqua corrente, asciugate e poi, con un coltello affilato, ricorrete allo stesso movimento che eseguite quando sbucciate una mela, tenendo la buccia tutta unita.

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Quando avrete ottenuto dei "boccoli" abbastanza lunghi, interrompete e ricominciate con un nuovo "boccolo", fino a terminare la patata.

Quando i "boccoli" sono pronti, di volta in volta immergeteli nell'acqua ghiacciata, e lasciateli così per una notte intera. Prima della consumazione scolateli bene dall'acqua, asciugateli su carta assorbente da cucina, quindi friggeteli in abbondante olio di semi bollente. Salate subito e servite ben calde con i formaggi misti.

Curiosità: Le monache benedettine utilizzavano, al tempo, tantissime verdure che crescevano rigogliose nei loro orti. All'interno del monastero vi è anche la statua della Madonna della castagna. #Ricette Made in Italy