Emanuela Orlandi è sempre viva in noi perché non si vuole credere che una donna possa scomparire nel nulla dissolvendosi nell'aria. Sono andato a trovare lo scorso 31 gennaio, per un'intervista, l'autrice di uno degli ultimi Libri che hanno trattato il caso di Emanuela Orlandi ovvero Concettina Maso autrice del libro Emanuela Orlandi: le vere e non vere verità dell'amaro e strano caso della cittadina vaticana (Roma, Universitalia editore 2014). Queste le sue risposte all'intervista.

Buona sera sig.ra Maso quale sono state le motivazioni che l'hanno spinta a scrivere questo libro che sembra non avere una collocazione in un genere letterario ma altresì sembra essere svincolato da questa ottica limitativa?

Innanzitutto questo libro è partorito da una tesi di laurea che ho discusso presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il prof. Fabio Pierangeli quando ho scelto il tema mi ha preannunciato il compito gravoso che mi aspettava ma con tutto ciò non potevo farne a meno. L'idea del libro parte da due madri, due figli e un anno, il 1983. La prima madre, ovvero io, purtroppo non potrà sperare di vedere tornare il proprio figlio dalla morte mentre per la famiglia di Emanuela ha ancora la speranza dalla loro.

L'affaire Orlandi è uno di quei casi italiani che non avranno mai fine, basti pensare quanto tempo ci sia voluto per diradare la nebbia di alcuni casi italiani come la Strage di Ustica o l'attentato alla Stazione di Bologna, lei che idea si è fatta sull'amaro e strano caso della cittadina vaticana Emanuela Orlandi?

Secondo me Emanuela Orlandi "è viva". Concentrandomi sulla pista della tratta delle bianche, una pista per lungo tempo nascosta da un muro di omertà, ho provato a tracciare le incongruenze delle visioni di alcuni libri gialli che hanno trattato il caso. Emanuela secondo me è viva e all'epoca, privata della sua famiglia e dalla sua giovinezza sia stata trasportata in qualche Paese straniero per sfruttarla in qualche modo ma lei, ne sono certa, è viva.

Questo libro che a mio avviso corrisponde ad un'antologia del giallo contemporaneo, l'ha messa di fronte alle sue emozioni, quali autori l'hanno impressionata in maniera positiva e quali negativamente?

Se dovessi pensare all'autore che mi ha impressionato di più sicuramente direi Gaia Cenciarelli, perché ha affrontato il caso non con l'arma del tecnicismo ma con quello dell'essere coetanea dell'autrice al periodo della scomparsa e descrivendo una Roma terrorizzata e in preda alla paura per la contemporanea scomparsa di Mirella Gregori.

Un altro è Pietro Orlandi che mai domo cerca, rende pubblico il caso per non farlo sprofondare nelle sabbie mobili della dimenticanza. Pino Nicotri al contrario mi ha deluso con le sue tesi girovaghe e senza un reale riscontro.

Lei ha analizzato un altro autore che sabato nelle Elezioni del Presidente della Repubblica ha battagliato con il neopresidente Sergio Mattarella e trattasi del giudice Ferdinando Imposimato, che impressione le ha fatto nel caso Orlandi?

Se devo dire la verità Ferdinando Imposimato è stato un'autentica sorpresa per me in quanto la sua duplice valenza prima di investigatore letterario e poi di legale della famiglia Orlandi ha dato seguito a quello che ritengo utile oggi per uno scrittore ovvero la capacità di spaziare con una fantasia ragionata, cosa che un'inquirente non può fare.

Secondo lei che fine ha fatto Emanuela Orlandi?

Da madre e scrittrice posso dire che speranza e certezza si uniscono per andare verso un punto, Emanuela Orlandi è viva!!!