Bella e dannata come l'attore di Van Sant, l’altra metà dell’avanguardia è in mostra, fino al 9 febbraio con duecento opere alla Galleria d’#Arte moderna di Torino. Si deve dire grazie a una collaborazione internazionale tra Finlandia, Irlanda, Spagna e Francia. Lei è l’arrabbiata e appassionata Carol Rama come la ricordano a Torino dove è vissuta e ha abitato fino all’anno scorso nella sua casa museo sopra i Murazzi del Po, a pochi passi dallo sferisterio, sfondo del romanzo "Gli azzurri e i rossi" di Edmondo De Amicis.

Eppure la sua opera, indispensabile per comprendere l’arte della neoavanguardia da Cindy Sherman a Sue Williams,da Kaka Walker ad Elly Strick,  è sempre stata trascurata dalla storia dell’arte ufficiale. Forse perché fuoriusciva dai canoni del pop e anche dell’arte povera, pur essendosi espressa in tutti i campi: dall’acquerello, al collage, alle installazioni. Ora dopo la Fondazione Sandretto lo scorso anno anche la Gam, la cui direttrice Carolyn Christov-Bakargiev proprio in quell'occasione l'aveva conosciuto personalmente, lo riconosce con La passione di Carol Rama, visitabile da domani.

A suo tempo censurata, la sua eretica produzione artistica comincia con con dipinti di nudi espressionistici e si merita la stima di Andy Warhol e di Man Ray, che le fece un quadro esposto. Per nulla volgare come altri artisti della Transavanguardia che l’hanno spesso copiata, fino ad arrivare all’esagerazioni di Vanessa Beecoft, Carol Rama è stata premiata nel 2003 con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

Si è spesso detto che Carol Rama è una Louisie Bourgeose italiana e che Frida Kahlo è una Carol Rama messicana, ma si è trattato di riduzioni che lasciano il tempo che trovano. La  vitalità debordante e trasgressiva della torinese l’ha condotta dall’adesione al Movimento d’arte concreta Mac negli anni Cinquanta, per giungere all’astrazione attraverso l’esperienza del Gruppo 63, di cui faceva parte anche Umberto Eco. Negli anni Novanta l'artista si interessò anche alle malformazioni delle mucche per le #Malattie, fenomeno noto come Mucca Pazza.

Un altro artista irregolare

Come avveniva per la letteratura, anche la Rama in arte si ribella a un’arte codificata, in forme realistiche plastiche alla Courbet autore de L'origine du Monde, anticipando vari movimenti artistici. I suoi bricolage possono essere l’equivalente sensoriale delle poesie dell’iniziatore del Gruppo 63, Edoardo Sanguineti, autore di pastiche linguistici tra latino, tedesco, francese, greco.

Un altro esponente dell’arte contemporanea torinese, considerato "irregolare" per la sua originalità è Enrico Colombotto Rosso ricordata da una mostra in Sala Viglione  a Torino, fino al 28 ottobre. Il suo realismo magico parte dal surrealismo, ma lo interpreta in senso fantasmagorico come gli altri artisti torinesi del gruppo Surfanta.

Sia lui che Carol Rama erano amici di Pablo Picasso e come lui hanno lasciato un segno nel costume. Del modo di andare oltre il proprio tempo del monferrino Colombotto Rosso, anch’egli eretico e poliedrico, si è da poco parlato con il professor Liborio Termine.

Dell’originalità della torinese Carol Rama si è parlato, invece, oggi con il curatore spagnolo della mostra, Paul Preciado che, con la collega Teresa Grandas, ha studiato per cinque anni l’opera dell’artista torinese a Barcellona, contattando i vari collezionisti che hanno prestato le opere. Un ciclo di lavori di Carol Rama sarò portato dalla Galleria del Ponte nei giorni di Artissima, per Flashback, dal 3 al 6 novembre. #Eventi