All’interno della Galleria delle statue e delle pitture degli Uffizi, uno dei più importanti musei del mondo in cui si trova la più cospicua collezione di Botticelli e Raffaello (oltre ad opere di Giotto, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio ed altri ancora) dal 9 marzo al 4 giugno 2017 troviamo la mostra “Plautilla Nelli. #Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola” (costo del biglietto 8 euro, ridotto: 4 euro).

L’artista e il progetto degli Uffizi

Suor Plautilla Nelli (Firenze 1524 – 1588), la “prima pittrice fiorentina” le cui opere al tempo di Giorgio Vasari erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini, è l'icona della figura di monaca-artista.

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Poiché, negli ultimi vent’anni, gli studi hanno dedicato crescente attenzione alle donne artiste, in particolare a quelle che coltivarono il loro talento all’interno delle mura conventuali, la Galleria degli Uffizi ha voluto inaugurare la serie di mostre dedicate alle donne artiste, con una monografia sulla suora pittrice. La Nelli che nel 1538, all’età di quattordici anni, prese il velo col nome di Suor Plautilla nel convento di S. Caterina di Cafaggio (Firenze, P.zza S. Marco), si confermò allieva fedele di Fra’ Bartolomeo (1473- 1517), erede della Scuola di S. Marco e dall’impronta fortemente devozionale dei valori spirituali del Savonarola. Per la Chiesa di S. Caterina, la suora dipinse la pala d’altare con il Compianto su Cristo morto (Museo di S. Marco) e L’ultima cena (Convento S. Maria Novella).

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In mostra varie versioni di S. Caterina da Siena (olio su tavola); come miniaturista, due iniziali A: 1) Adorazione del Bambino con Vergine Maria, Giuseppe e due monache; 2) La Presentazione di Gesù al tempio con due monache; poi, una Madonna addolorata (olio su tavola, 1582 circa); una collezione di disegni (pietra nera, biacca parzialmente ripassata a gessetto bianco, carta tinteggiata di colore marrone); infine, due versioni dell’Annunciazione (olio su tavola), una della Galleria degli Uffizi, l’altra dei Musei civici fiorentini. Ricordiamo che le immagini sacre sono considerate anche opere d’arte, ma l’aspetto e il valore artistico non ne esauriscono il significato e la funzione. Esse sono immagini destinate al culto, secondo varie modalità, che ne condizionano anche le forme specifiche. Si comprende pertanto, anche l’importanza della ripetitività di un’immagine a garanzia del mantenimento del suo senso, del messaggio da far recepire al destinatario.