#Marco Cavax è uno dei protagonisti assoluti del 'circuito dei fashion club italiani ed europei'. Abituati a vederlo sul dj set del Papeete Beach di Milano Marittima, ha negli anni portato il suo sound in giro per l'Italia e l'Europa, riscontrando un enorme successo in ogni località nella quale è ospite. Oggi, Marco Cavax ci raccontata brevemente i momenti chiave della sua carriera.

Pubblicità

Marco si racconta a 360 gradi

In ESCLUSIVA ha risposto alle domande...

Raccontaci un po', come o da cosa è nata la tua passione per la musica e quali sono stati i tuoi trascorsi per arrivare ad essere un Dj rinomato?.

Pubblicità

La passione è nata frequentando le discoteche, al tempo a 14/15 anni si andava la domenica pomeriggio, vicino a casa c'era una discoteca di quelle gigantesche multisala. Poi ascoltando una compilation ho pensato potrei provare a mettere la musica.

Sei conosciuto a livello nazionale e non, ed è noto che sei stato uno dei pochi italiani capaci di fare la differenza nel circuito dei club alla moda. Quali pensi siano state le tue maggiori influenze musicali durante primi anni della tua carriera?

Non ci sono delle vere e proprie influenze perché i primi anni nel lavoro da resident si bada a tenere piena una pista, ti viene richiesto di fare quello. In quegli anni il Deejay Time di Albertino era come la Bibbia per un dj.

Come giudichi l’Italia nel panorama musicale moderno e cosa ritieni che possa migliorare per tener testa ai grandi artisti internazionali, conosciuti sopratutto grazie al lavoro svolto dai propri manager o alla loro influenza sui social? .

Pubblicità

Qui siamo diversi dal resto d'Europa ad esempio. Guardiamo sempre ai megafestival e ci lamentiamo sempre. Qui veniamo da una cultura da club, qui una qualsiasi cittadina di provincia di 100k abitanti ha 3/4 discoteche all'estero non penso siamo sullo stesso livello. Per questo motivo i nostri artisti sono più forti sul club.

Cosa pensi quando qualcuno ti dice Papeete Beach di Milano Marittima?

Sole, folla, mare, sabbia, una famiglia che mi ha permesso di fare molti passi avanti.

Che rapporto hai con la tecnologia e con i mezzi con cui i dj "moderni" si esibiscono oggi? Credi che la tecnologia sia un bene per quelli che praticano questa professione, oppure ritieni che le 'vecchie maniere' vadano preservate in qualche modo?

La tecnologia ci aiuta moltissimo ma spesso la vedo usata con manierismo, un'esibizione di quello che si sa fare ma non funzionale al set o al brano.