Chi sarà la diva della settantesima edizione del Festival di #Cannes? Probabilmente non la madrina, la nostra #Monica Bellucci, e forse nemmeno la fantastica Claudia Cardinale, immortalata in una foto d’epoca nel manifesto ufficiale. E difficilmente prevarranno le molte dive presenti, come Jessica Chastain, componente della giuria principale presieduta da Pedro Almodovar, di cui fanno parte anche Will Smith e Paolo Sorrentino, o Uma Thurman, presidente dei giurati di “Un Certain Regard”. Infatti, tra le tante grandi attrici impegnate nelle pellicole che vedremo sfilare sulla Croisette – solo per citarne alcune, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Alba Rohrwacher, Tilda Swinton, Emma Thompson, Julianne Moore e Isabelle Huppert – la più fotografata, criticata, invidiata, sarà ancora una volta #nicole kidman, che vedremo in ben quattro opere.

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L’anno d’oro di Nicole Kidman

Kidman regina di Cannes? Intervistata da Variety la diva nega: “Ma no, è solo che per combinazione mi vedrete in quattro diversi progetti, con quattro ruoli molto differenti tra loro”. Così il 2017 si conferma un anno davvero importante per la carriera della star: iniziato non benissimo, per via di quel molto criticato “lasciamolo lavorare, è il presidente di tutti” a proposito del neoletto presidente Trump, poi continuato con la quarta nomination all’Oscar della carriera per Lion e con il travolgente successo della miniserie televisiva Big Little Lies, grazie al suo ruolo di Celeste, moglie vittima di un marito violento, che ha impressionato tutti, restituendo alla Kidman quel consenso di pubblico e critica che scelte forse troppo di nicchia avevano un po’ fatto perdere negli ultimi anni.

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Al lavoro con vecchi amici

E così vedremo Nicole in How to Talk to Girls at Parties, film non in competizione del suo amico John Cameron Mitchell, che l’aveva già diretta nell’interso Rabbit Hole, facendole guadagnare la sua terza candidatura all’Oscar (la Kidman l’aveva già vinto per The Hours). Il suo sarà un piccolo ruolo, ma assolutamente interessante, quello di una “regina punk”, con un incredibile look immaginato dalla grande Sandy Powell che cita David Bowie, ma forse anche un po’ la prima Ivana Spagna. Altro ruolo di supporto, quello nella seconda stagione della serie televisiva Top of the Lake, dove la diva rincontra dopo anni la sua amica Jane Campion: anche qui però potrebbe lasciare il segno nei panni di una femminista lesbica che ha adottato una bambina; le prime scene che la mostrano invecchiata, imbruttita e con i capelli grigi hanno davvero sorpreso tutti.

Due nuove collaborazioni

Ciliegina sulla torta i due film in concorso, che segnano l’incontro con due autori che mancavano alla ricca collezione della Kidman.

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L’inganno – The Beguiled di Sofia Coppola riprende una vecchia novella gotica già portata sullo schermo da Don Siegel in La notte brava del soldato Jonathan. All’epoca il ruolo di Nicole era interpretato dalla grande Geraldine Page, mentre Clint Eastwood recitava la parte che oggi spetta a Colin Farrell. Ci si aspetta una rivisitazione al femminile di questa storia di desideri e intrighi, che vede impegnate anche due attrici feticcio della Coppola come Kirsten Dunst ed Elle Fanning; anche se a dire il vero questa sembra sulla carta l’opera a maggior rischio di stroncatura. Infine The Killing of a Sacred Deer dell’acclamato Yorgos Lanthimos, ancora con Colin Farrell: proprio quest’ultimo ha parlato di un film estremo, un thriller, che pare ispirarsi alle tragedie greche, tale da far sembrare il precedente The Lobster, sempre del geniale cineasta greco, “roba da bambini”.