Per coloro che sono stati giovani negli anni '80 è un autentico personaggio-cult. La saga di Rocky, il pugile dal grande cuore interpretato da Sylvester Stallone che l'anno scorso ha compiuto 40 anni (il primo Rocky era uscito al #Cinema nel 1976), è considerata un imperdibile must. Tra tutti gli avversari del coraggioso boxeur di Philapelphia, Ivan Drago è diventato una vera icona. Il pugile sovietico è uno degli ultimi simboli della guerra fredda, l'URSS a quell'epoca (era il 1985) si avviava verso la perestrojka e nell'episodio IV della saga di Rocky lanciava la sua sfida al pugilato americano. Amato ed odiato dai fans, responsabile della morte sul ring dell'ex campione Apollo Creed, la sua frase più famosa dell'ormai storica pellicola (una delle poche pronunciate da Ivan Drago) sarebbe diventata virale ai giorni nostri.

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Chi non ricorda "io ti spiezzo in due.."? Ed i fans che hanno visto rivivere un Rocky ormai attempato in 'Creed - Nato per combattere', fim incentrato sulla figura di Adonis 'Donnie' Jordan che altri non è che il figlio illegittimo di Apollo Creed, sono già in trepida attesa del secondo capitolo di quella che potrebbe essere una nuova saga. Anche perché lo stesso Syvlester Stallone, in una recente intervista, ha annunciato che tra i personaggi del nuovo lavoro cinematografico ci sarà nientepopodimeno che Ivan Drago.

Le indiscrezioni su 'Creed 2'

Non si conosce ancora la storia di 'Creed 2'. Il primo film è terminato con il giovane Adonis sconfitto ai punti, ma vincitore morale del match per il titolo mondiale dei mediomassimi e destinato a diventare un grande campione.

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Nel frattempo Rocky stava combattendo il suo incontro con l'avversario più duro, il cancro. Entrambi, alla fine, salgono la celebre scalinata del Philadelphia Museum. In merito al secondo capitolo, Stallone ha anticipato nel corso di un'intervista a TMZ che ci sarà il suo celebre rivale sovietico, nuovamente interpretato da Dolph Lundgren. L'attore italo-americano ha inoltre fatto sorridere i cronisti, quando ha detto "certamente gli tirerò un pugno, è più forte di me. Devo colpirlo almeno una volta".

'Io ti spiezzo in due' e divenne un mito

Dolph Lundgren, svedese di Stoccolma, oggi ha 59 anni. In gioventù aveva praticato le arti marziali, ma deve il suo ingresso nel mondo del cinema a Grace Jones con cui ebbe una relazione nel periodo in cui lavorava come boyguard della nota cantante giamaicana. Insieme alla Jones arriva negli Stati Uniti ed il suo primo piccolo ruolo cinematografico è nel film "007-bersaglio mobile" del 1985. Nello stesso anno viene notato da Sylvester Stallone che gi vede praticamente cucita addosso la parte di Ivan Drago in 'Rocky IV'.

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La sua carriera inizia praticamente qui, anche se in fin dei conti rimane legata a quel ruolo. Dopo Lundgren ha recitato in parecchi film d'azione, ne 'I dominatori dell'universo' del 1987 aveva il ruolo principale di He-Man, ma nessuno dei suoi personaggi ha raggiunto la fama del pugile russo. Nell'ultimo decennio ha conosciuto nuova notorietà con la saga 'Expendables' il cui primo film del 2010 era diretto, guarda caso, da Stallone. Su piccolo schermo ha interpretato invece il ruolo di Kostantin Kovar nella serie TV 'Arrow'.

Ivan Drago, un personaggio di grande lungimiranza

Come tutti ricordano in 'Rocky IV', Ivan Drago arriva in America per misurarsi con un pugile professionista, il vecchio Apollo Creed accetta la sfida, ma quello che dovrebbe essere un match esibizione diventa una tragedia. Apollo muore sotto i colpi durissimi del sovietico, Rocky allora accetta di sfidarlo a Mosca per vendicare l'amico. Alla fine vince l'incontro per K.O. e pronuncia un discorso incentrato sulla distensione internazionale che viene applaudito anche dai componenti del Soviet. Erano altri tempi, la guerra fredda era agli sgoccioli, ma ancora in atto. Al di là del contesto storico, se andiamo a quello sportivo il personaggio di Ivan Drago è estremamente lungimirante. I pugili provenienti dall'ex URSS hanno effettivamente fatto la loro irruzione nel mondo della #boxe ed il più celebre, l'ucraino Wladimir Klitschko che, tra l'altro, ha annunciato recentemente il suo ritiro, ha dominato per quasi un decennio la scena dei pesi massimi. Il film però punta l'accento su un altro aspetto le cui prove si avranno soltanto dopo il dissolvimento del blocco comunista: l'uso di sostanze dopanti nello sport sovietico e dei 'Paesi satellite' di Mosca. L'allenamento fantascientifico a cui è sottoposto Ivan Drago è in realtà l'immagine di uno sportivo costruito in laboratori con mezzi leciti ed illeciti. E con ciò che è stato reso noto con il trascorrere degli anni e che ancora oggi infesta lo sport russo (il doping di Stato dell'atletica leggera, ndr), non si può certamente negare l'occhio lungo di Sylvester Stallone.