Tempo di attesa per i fan del #trono di spade – Game of Thrones. La settima stagione si è appena conclusa e per l’ottava pare si dovrà aspettare fino al 2019. Con i libri non va meglio. Dal 1996 la pubblicazione delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è andata più o meno spedita fino al quarto volume, Il Banchetto dei Corvi, del 2005. Da allora, #George R. R. Martin ci ha regalato solo un quinto libro, La Danza dei Draghi, uscito nel 2011. La realizzazione televisiva di Game of Thrones ha rallentato l’autore, perso in altri progetti – tra cui due spin-off della serie TV – lasciando ai fan solo la promessa dei due volumi conclusivi della saga.

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La serie TV oltre i libri di Martin

Il sesto e settimo libro, che metterebbero fine alle vicende del Trono di Spade, hanno difatti già un titolo: The Winds of Winter e A Dream of Spring, Ma questo è tutto quello che si sa. Era il 2012 quando George R. R. Martin annunciò di aver scritto circa quattrocento pagine del sesto libro, ma da allora è stato solo un susseguirsi di dichiarazioni che spostano in avanti la sua fantomatica uscita in libreria, fino ad arrivare al 2018. I fan, arrabbiati, hanno più volte fatto pressione sui social network temendo che l’autore, quasi settantenne, possa non finire la saga. Martin ha sempre risposto che, in tal caso, la saga resterebbe incompiuta ma gli sceneggiatori della serie TV conoscono già il finale che lui ha in mente. Per arrivare a questo finale, però, manca ancora molto e l’inattività letteraria di Martin ha creato diversi problemi ai creatori della serie.

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Finito il materiale su cui costruire la sceneggiatura, infatti, gli autori hanno dovuto scrivere da soli il proseguimento della storia. Questo vuol dire che molti fatti raccontati nello show non corrispondono ai libri. Personaggi morti nella serie ma non nelle pagine, matrimoni mai celebrati e altro, hanno finito per portare le vicende di Westeros su due binari che difficilmente riusciranno a incontrarsi.

Ci pensa l’intelligenza artificiale

Tra i fan stanchi di aspettare c’è Zack Thoutt, esperto di reti neurali artificiali. Thoutt ha programmato un software che usa le reti neurali ricorrenti, capaci di “imparare” dati come un cervello umano, per immagazzinare i primi cinque libri e produrne un sesto. Questo tipo di memoria dovrebbe evitare il ripetersi degli eventi e generare un vero e proprio continuo della storia. “Per programmare questi modelli” ha dichiarato il giovane scienziato, “devi già avere degli output ideali, creando etichette o target variabili. La rete confronta i dati in uscita con i target e si aggiorna imparando ad avvicinarsi ai target stessi”.

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Thoutt ha raccontato come ha impostato il modello: “Inizio ogni capitolo con il nome del personaggio a cui è dedicato, e indico quante parole generare”.

Purtroppo però non tutto è filato liscio, e l’intelligenza artificiale ha avuto qualche intoppo qui e là, per esempio facendo riapparire personaggi già morti. “La verità è che il modello non è abbastanza buono. Se lo fosse, gli scrittori sarebbero nei guai”. Eventualità, a quanto pare, ancora molto lontana, nonostante la notizia di qualche mese fa di un romanzo, The Day a Computer Writes a Novel, interamente scritto da un robot e finalista di un premio letterario giapponese. Il software di Thoutt non sostituirà certo la penna di Martin, ma se siete curiosi di leggere il libro e conoscete un po’ di inglese, lo trovate sulla sua pagina all’indirizzo Github.com/zackthoutt #Intelligenza Artificiale