Dopo qualche annuncio furtivo da parte dei magazine, questa mattina #Liberato ha sparato un’altra pallottola: Gaiola portafortuna. Sono passati diversi mesi dal lancio sui social network di 9 maggio, il primo #video di Liberato, il personaggio misterioso che dalle periferie di Napoli ha appassionato tutta Italia. E il 9 maggio, eravamo tutti lì a controllare ossessivamente la sua pagina Facebook per scoprire se davvero avrebbe lanciato un nuovo brano come tutti si aspettavano che succedesse, ed eccolo lì, Tu t’e scurdat ‘e me.

Una stravagante esibizione live a maggio in occasione del MI AMI Festival di Milano, durante la quale sul palco sono saliti Calcutta, Dj Shablo, Priestess e Izi, rumors su soluzione del mistero durante la terza serie di Gomorra e infine, l’annuncio di una data al Club to Club di Torino il prossimo novembre.

Pubblicità
Pubblicità

Da Secondigliano a Torino, da Scampia a Milano, dalla Gaiola a Palermo, nell’aria risuona “chi è Liberato?”. Nessuno lo sa, o meglio ognuno ha la sua teoria ma nessuno ha avuto modo di avere il giusto riscontro con la realtà. La mente del progetto è il regista Francesco Lettieri, che insieme al suo team è l’unico a conoscere tutta la verità sul fenomeno Liberato. E dico fenomeno, perchè è proprio di un fenomeno che si tratta, perchè la domanda nasce spontanea, "Liberato avrebbe avuto lo stesso successo se non si fosse celato dietro all'anonimato?". Probabilmente no, ma l'argomento diventa secondario se ci concentriamo invece sull'altissima qualità dei video diretti dal giovane Francesco Lettieri, uno che sa assolutamente il fatto suo e che è stato in grado di concentrare i 4/5 minuti di film numerose sfumature della Napoli contemporanea in una salsa stilosa e accattivante.

Pubblicità

Tutto questo tralasciando un argomento ancor più interessante, che riguarda il mercato musicale e la costruzione a tavolino di "fenomeni musicali".

Il nuovo video di Liberato

Veniamo dunque al nuovo brano/video del misterioso artista. Circa quattro minuti a chiedersi se Lettieri abbia attraversato l’Atlantico per girare a Cuba o Haiti, ma verso la fine i dubbi si dissipano e torna l’attenzione su Napoli, su Castelvolturno e Pinetamare per la precisione. Il video racconta una nuova storia d’amore, questa volta i protagonisti però non sono adolescenti ma giovani della comunità africana che, seppur un po’ stereotipata, si esibisce in una danza di colori e costumi decisamente affascinanti.

Un po’ video rap, un po’ telenovela, Gaiola Portafortuna colpisce nuovamente nel segno e a distanza di poche ore dalla pubblicazione, tra l’altro nel giorno di San Gennaro, ha già oltre 61.000 visualizzazioni su YouTube e centinaia di like e condivisioni su Facebook. Tuttavia, la potenza espressiva dei due precedenti brani, nonché dei video, si perde un po’ forse anche a causa del lungo protrarsi del “mistero” per oltre sei mesi.

Pubblicità

Restiamo in attesa dell’esibizione live il 4 novembre al Club to Club di Torino ma intanto, in giro c’è già chi canticchia “si vuò ben' a Gaiola, 'a Gaiola te porta fortuna”. #Musica