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Anche quest'anno #Halloween è arrivato! Siamo pronti? Sappiamo tutti cosa significa: è ora di festeggiare la notte delle streghe e delle zucche, di addobbare la casa con le ragnatele di poliestere, di disegnare fantasmi sulle finestre, di travestirsi da mostriciattoli e andare a suonare i campanelli con la dentiera finta e il mantello nero gridando: "Dolcetto o scherzetto?"

E invece no.

Per quanto spesso la festa di Halloween venga accostata ad una tradizione statunitense, in realtà le sue radici vanno cercate altrove. Dove? Nell'Irlanda del VI secolo a.C. A questo punto dimentichiamoci di Jack-o'-Lantern e immergiamoci in un luogo dove la fine di ogni ottobre non aveva come protagonisti dei ragni di plastica, ma dei viaggi, quelli interiori che guidavano verso una nuova nascita.

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L'Irlanda di quel tempo era un mondo ricco di magia e spiritualità, permeato da una #cultura che ancora oggi risulta misteriosa sotto molti suoi aspetti: quella celtica.

L'Irlanda del VI secolo a.C.

Dei Celti purtroppo oggi si sa ben poco, ma non per mancanza di interesse - o almeno non solo: l’utilizzo della scrittura per tramandare il sapere era ritenuto un gesto immorale e peccaminoso, in quanto era compito dei Druidi - sacerdoti, guide ed esecutori dei rituali sacri - diffondere unicamente oralmente la conoscenza della natura e di tutto ciò che la riguardava. Questa tradizione ci ha lasciati, così, con ben pochi documenti scritti e, generalmente, di carattere prettamente pratico. Nonostante ciò, il popolo celtico e la sua cultura hanno rivestito un ruolo così importante nella #Storia da arrivare fino a noi, con tantissimi segreti ma anche moltissimi elementi sopravvissuti allo scorrere del tempo, capaci ancora, dopo più di due millenni, di destare interesse e curiosità.

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Uno di questi è, senza dubbio, la mitologia.

La mitologia celtica

Chi non ha mai sentito parlare di mitologia celtica? Chi non ha mai provato almeno un barlume di attrazione verso quell’imperscrutabile natura raccontata dai miti, che celava il divino dietro ogni suo velo, che nascondeva in ogni sua manifestazione la potenza ultraterrena degli dei?

La religione celtica era politeista e mirava alla felicità terrena. Le divinità del pantheon (quali fossero originariamente ancora non risulta chiaro) venivano venerate al fine di poter ottenere benefici e protezione, aiuti che potessero alleviare le difficoltà della vita quotidiana. Lo stesso accadeva la notte del 31 ottobre, quella che allora veniva chiamata Samhain (o Oidhche Shamhna), in cui rituali sacri e carichi di simbolismo venivano celebrati per aprire le porte ad un nuovo anno.

I Celti vivevano in clan e, ad eccezione dei druidi e dei guerrieri, si dedicavano alla pastorizia, di conseguenza la loro vita era condizionata dai ritmi che questa attività imponeva.

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Alla fine dell’estate, della stagione calda, le greggi venivano riportate a valle e il popolo celtico era pronto ad inoltrarsi nella stagione fredda, quella della ricerca dell’interiorità, in cui ci si raccoglieva in se stessi per ritrovare quell’equilibrio necessario ad affrontare l’anno a venire.

Samhain segnava dunque una fine ma anche un inizio, era il momento in cui si chiudeva il ciclo agricolo ma anche in cui si apriva il lungo periodo di riposo e di attesa: era il Capodanno celtico.

Ma cosa accadeva a Samhain?

Secondo la tradizione, la notte tra il 31 Ottobre e l’1 Novembre rappresentava il passaggio tra l’Estate (Samradh) e l’Inverno (Geimhredh). Si trattava di uno dei due momenti più importanti dell’anno, insieme alla notte di Beltaine, in cui il regno dei morti (Annwn) e quello delle fate (Sidhe) si avvicinavano a quello terreno quasi fino a fondersi. Per la mitologia celtica tra questi mondi vi era una soglia che, a Samhain, si assottigliava mentre lo scudo di Scàthach, eroina dell’Ulaid tanto decantata nelle poesie irlandesi, si abbassava, spalancando agli spiriti le porte del nostro mondo.

Le antiche leggende irlandesi e scozzesi sembrano rivelare anche altre informazioni, riguardo la notte di Samhain: secondo qualcuno gli spiriti dei defunti l’anno precedente tornavano nel mondo terreno alla ricerca di corpi di cui impossessarsi, secondo altri anime e fate cercavano di persuadere gli uomini a banchettare con loro per un anno intero.

Tuttora non sappiamo quali fossero le credenze più accreditate, ma risulta evidente quale fosse il fulcro della festività di Samhain: la morte. Infatti con l'avvento della stagione fredda arrivava anche quel periodo dell'anno in cui tutto taceva, apparentemente morto ma pronto a rinascere; arrivava il momento del riposo, del recupero delle energie, della ricerca dell'equilibrio e dell'attesa di una nuova estate, che sarebbe giunta con Beltaine; arrivava un nuovo ciclo, un nuovo inizio, una nuova nascita nella morte.

Paura da un lato e gioia per i festeggiamenti dall'altro: questo stava alla base dei rituali e delle usanze che coloravano l'Irlanda celtica a Samhain. Durante la notte nessuno osava camminare per le vie dei villaggi, tutti stavano al sicuro tra le mure domestiche, intimoriti dall’idea di potersi imbattere in qualche spirito errante. Sugli usci venivano spesso lasciati bevande e cibo per le anime dei morti, in parte per onorarle, in parte per chiedere loro di essere indulgenti nei confronti degli uomini (ebbene sì, questa è l’origine del famoso ‘Trick or treat?’).

Solo i druidi, nella notte, si avventuravano nei boschi per compiere rituali al fine di proteggere il villaggio ed omaggiare gli dei - in particolar modo Dagda e la Morrigan - chiedendo loro benevolenza nell’anno a venire. La sera del 31 ottobre tutti i fuochi dei focolari venivano spenti per poi essere riaccesi il mattino seguente. Si dice fossero i druidi ad accendere quegli stessi focolari, utilizzando le ceneri di un unico fuoco sacro comune, situato vicino alla collina di Tara, uno dei luoghi più importanti per la cultura celtica.

La mattina del primo novembre le città erano pronte a sciogliersi, ogni clan si ritirava in villaggi più piccoli per passare l'inverno, in attesa di riunificarsi agli altri con l'arrivo della stagione calda.

Come è nato Halloween?

La festa di Samhain, così come i Celti erano soliti celebrarla, vide la sua fine con l’avvento della supremazia romana. Dalla metà del I secolo a.C. il popolo celtico fu definitivamente sottomesso da Roma e anche le sue tradizioni ed usanze vennero messe a tacere.

Quando il Cristianesimo si scontrò con la cultura celtica, con il suo differente modo di intendere la vita, la morte, ma anche l’uomo stesso, non potè accettarla e tentò di combatterla; i Celti non si piegarono mai del tutto alla Chiesa, continuarono a dar fede alle loro credenze, a venerare le loro divinità, a professare i loro culti, nonostante le difficoltà e le repressioni.

Fu il Cristianesimo, alla fine, a dover trovare una strategia alternativa: la festa di Ognissanti - allora festeggiata il 13 maggio - venne spostata al primo novembre, così da fondersi con quella festa, Samhain, a cui i Celti non sembravano proprio voler rinunciare. Si trattò di un gesto di estrema astuzia che riuscì a stravolgere il vero significato del Capodanno celtico, che trasformò gli spiriti potenti celebrati dalla tradizione in presenze diaboliche, fino al punto di renderlo, agli occhi di tutti, un sorta di tributo al maligno.

Nonostante ciò Samhain non morì del tutto, continuò silenziosamente a vivere in ciò che rimaneva della cultura celtica e che molte famiglie si tenevano stretto e si tramandavano di generazione in generazione.

Quando, durante la metà del 1800, la carestia conosciuta come Great Famine colpì l’Irlanda, molti partirono per gli Stati Uniti, speranzosi di trovare migliori condizioni di vita. Lì si crearono piccole comunità di irlandesi che portavano con sé le loro usanze e le loro tradizioni: tra queste c’era anche Samhain.

E così l’antica cultura celtica affascinò anche l’America, che non esitò a portarla avanti, seppur a modo suo. Il 31 ottobre divenne Halloween, festa delle streghe e degli spiriti, un’occasione di festa, una notte di allegria esportata in tutto il mondo e che tutti conosciamo.

Dell’antica festa di Samhain ormai rimane ben poco, il tempo l’ha necessariamente cambiata fino a trasformare il suo significato più profondo; eppure è sopravvissuta, ha resistito giorno dopo giorno per millenni, ha vinto ogni nemico che ha tentato di distruggerla, ha resistito ad ogni guerra. Tutto questo per oltre 25 secoli.

Halloween è nata sulle ceneri ancora accese della tradizione celtica, come quei fuochi che accendevano i druidi il mattino del primo Novembre, quelle fiamme che bruciavano inneggiando alla rinascita. Del resto l’Oidhche Shamhna era proprio questo: un nuovo inizio dopo ogni morte.

Samhain è morta tante volte ma è nata una volta in più.