Lo Scugnizzo liberato ha festeggiato i due anni dalla sua riapertura con musica e attività durate per l'intero week end.La favola dell'ex carcere Filangieri continua tra i consensi del quartiere con uno spazio aperto a tutti e presenta attività dedicate ai più grandi (corsi di lingua francese, spagnolo arabo ecc.) ed ai più piccoli (doposcuola, calcetto) per finire con l'apertura di botteghe di artigianato. In questi due giorni di festeggiamenti si è potuto assistere ad un torneo di calcetto popolare, live painting, dimostrazione di Tai chi, Aikido, dance hall, roda de capoeira, mostra fotografica, visite guidate e mercatino d'artigianato grazie all'apertura extra delle botteghe.

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Proprio uno degli artigiani che lavorano all'interno di questa struttura, Marco Pinto, si è reso protagonista con la sua band nel #concerto di chiusura di domenica 1 ottobre, presso il teatro presente al primo piano dello Scugnizzo liberato. Marco è il chitarrista solista dei #bluppazz', accompagnato dall'amico di sempre, nonché cantante, Vincenzo Trinchella; Domingo Colasurdo alla batteria, Davide Castronuovo al basso, Luca Guida alle percussioni, e Giuseppe Di Maio alle tastiere. In teatro si è registrato il tutto esaurito per questa band emergente che in realtà suona insieme da anni, senza mai essersi esibiti in un live. Molto apprezzato è stato il secondo brano 'Miseria e nobiltà', accompagnato da scroscianti applausi. Il concerto è infine terminato con il gruppo musicale degli Ars Nova, altro gruppo dell'hinterland napoletano.

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Autofinanziamento e costo per lo spettacolo

Il costo per lo spettacolo era di 3 euro simbolici, che saranno devoluti per l'intera struttura e in particolare per il teatro. In questi due anni grazie ad alcune raccolte fondi, infatti, è stato possibile riqualificare tantissimi spazi. A dare la possibilità a questi giovani attivisti di portare avanti questo progetto, è la loro devozione a questo spazio; ciò viene ripagato dalla gente del quartiere che è presente tutti i giorni. I bambini si presentano all'ingresso principale addirittura prima dell'inizio delle attività, proprio a dimostrazione che uno spazio così grande, ricco di attività, era necessario per tante persone. Può essere considerata come una valvola di sfogo, un'ancora di salvataggio in un quartiere mediaticamente molto colpito, ma che in realtà vede nei propri abitanti una grandissima volontà di rivalsa. Da qualsiasi prospettiva si guardi però l'unica certezza è che posti come questi fanno bene alla cittadinanza, offrendo tanto al quartiere e non solo. #attivismo