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Ciò che da giorni si vociferava [VIDEO] è divenuto ormai un evento ufficiale destinato a rimanere nella storia: in data 7 dicembre, la #pizza è stata dichiarata patrimonio #Unesco. Ed è il tweet della stessa organizzazione ad annunciarlo destando i festeggiamenti di molte catene di pizzerie e pizzaioli: “Congratulazioni Italia, l’arte del pizzaiuolo napoletano è appena entrata nella lista dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità”.

Ma, cosa sta dietro le quinte dell'arte del fare una pizza?

Apparentemente stendere una pizza su un piano di marmo o di granito sembra una professione semplice per una nazione che utilizza molto le mani anche solo per comunicare.

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Inoltre, pare che un pizzaiolo non abbia nulla da invidiare agli chef stellati dei locali più rinomati dove si respira spesso un alto concentrato di tensione.Tuttavia, non si tratta solo di essere in grado di stendere una pizza, azione che comunque richiede una certa manualità, o di cuocerla in forno. Ed è quest'ultimo uno dei tanti motivi citati per cui è stato scelto proprio questo prodotto gastronomico. Chi si avvale di uno "schiacciapizza" o di un forno elettrico desta lo scetticismo dei pizzaioli che preferiscono rimanere sul tradizionale.

Dalla banale ed ampia selezione di prodotti freschi (sia per quanto riguarda l'impasto che il condimento), un pizzaiolo deve occuparsi anche della qualità della legna, dell'uniformità della cottura e della tecnica di stesura perché non è difficile bruciarla né tantomeno bucarla.

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È un'arte precisa e di perfezione che richiede molta esperienza e pratica. Creare da una pallina di pasta un alimento fatto e finito è un processo che con il tempo diventa meccanico ma solo con la passione che ci si mette nel farlo l'ottimo risultato è sempre garantito.Oggi sono migliaia le piccole imprese a conduzione famigliare o i franchising che si specializzano proprio in questo come Rosso Pomodoro, Spontini, Piccola Ischia, etc...

I nomi delle pizze negli angoli più svariati del mondo

Ciò che risulta curioso è il fatto che non esiste uno standard di attribuzione dei nomi alle pizze stesse e nonostante la grande fantasia nel creare gusti indirizzati ad un certo tipo di pubblico, esisterà sempre un cliente che modificherà gli ingredienti dal primo all'ultimo. Un buon pizzaiolo sa anche consigliare il meglio al cliente, soddisfando spesso richieste tutte particolari come la famosa "pizza con l'ananas", vista da diverse persone sui social come un'eresia. Sono in molti però a ritenere che il biglietto da visita di una pizzeria sia riuscire bene nella creazione di una semplice e deliziosa margherita e che la rotella per tagliare le pizze sia il fidget spinner per eccellenza italiano. Agli italiani non rimane che sperare che ricette e tecniche gelosamente custodite vengano tramandate di generazione in generazione e che le creature chiamate "pizzaioli" non diventino specie a rischio d'estinzione.