L'Italia è un paese che può vantare numerose storie, fatti e leggende con protagonisti gli spiriti provenienti dall'Aldilà. Anche se non famosi come Azzurrina, i fantasmi di #Caserta compaiono in molti racconti del territorio. Storie vecchie di secoli, di cui oramai è quasi impossibile comprendere dove termini il vero ed inizi la leggenda. Sicuramente uno degli aneddoti più terribili è quello riguardante la processione dei defunti, che proponiamo in questo nuovo articolo dedicato ai misteri ed al #paranormale.

Fantasmi di Caserta, la processione dei morti: mai scherzare con l'Aldilà

Anche la provincia di Caserta può vantare numerosi racconti di fantasmi ed altre creature del sovrannaturale.

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Basti pensare alla figura del Munaciello (in verità originario della cultura napoletana) o della strega ianara. Quella che ci apprestiamo a raccontare è una storia avvenuta in un luogo non preciso del territorio casertano. Non sappiamo se si tratti di un evento realmente accaduto, fatto sta che esso fu tramandato di padre in figlio. Ignoriamo, inoltre, l'epoca esatta in cui si svolsero i fatti, tuttavia si parla sempre di alcuni secoli fa. E d'uopo precisare che difficilmente questa storia sarà trovata facilmente sul web e la proponiamo in esclusiva su Blasting News nella sua interezza. Ricordiamo come sempre che si tratta di una leggenda e non di una storia che possa essere considerata reale in tutto e per tutto.

Si tramanda che alcune centinaia di anni fa una bambina perse la sua adorata mamma.

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La madrina della piccola, vedendola triste, decise di svelarle un segreto: se si fosse pulita l'orecchio con lo stesso fazzoletto per un intero anno ed avesse posto tale fazzoletto (sporco di cerume) accanto ad una candela la notte del 2 Novembre, recitando una non meglio precisata formula, la bambina avrebbe potuto rivedere sua madre. Armatasi di di coraggio e di speranza, la bimba fece esattamente come le disse la donna. Passato un anno e giunta la fatidica data, la bambina accese una candela, pose il fazzoletto accanto ad essa e recitò la formula magica. Una volta che aprì la finestra di casa sua, la piccola si ritrovò dinanzi ad una scena indicibile, orrenda, a dir poco infernale: un'intera processione di orrendi defunti ed altre macabre visioni provenienti probabilmente dall'Inferno. La piccola si ammalò e durante il delirio dovuto alla febbre alta riuscì a raccontare a suo padre, le scene aberranti a cui assistette. Poco dopo morì.

Fantasmi di Caserta: un'analisi del racconto

Al di là che la storia ora raccontata sia realmente accaduta o meno, è bene analizzare i vari passaggi, poiché elementi simbolici qui non mancano di certo.

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Prima di tutto concentriamoci sul personaggio della madrina. Figure simili sono facilmente riscontrabili all'interno di racconti tipici della #campania e talvolta assumono il ruolo di figure negative, che cercano di portare la protagonista della storia alla rovina. Esempi clamorosi possono essere ritrovati ne Lo Cunto de li cunti di Giambattista Basile. Già questo piccolo elemento volterebbe l'ago della bilancia a favore della leggenda, della favola, e non della realtà.

Passiamo ora al rito svolto dalla piccola su indicazione della stessa madrina. Il cerume è una sostanza sporca, immonda, una secrezione delle orecchie. Qualcosa di simile è quindi facilmente correlabile all'impurità, al male. Se ne deduce quindi che le anime 'evocate' dalla giovane protagonista di questa triste storia provenissero dall'Inferno e non certo dal Paradiso. Del resto, le anime che si trovano in Grazia di Dio, difficilmente spaventerebbero o avrebbero intenzioni negative verso le persone. La candela è invece probabilmente uno strumento di 'conduzione'. Del resto, si dice che i morti camminino tra noi e non tutti siano in grado di vederli. La luce fioca della candela avrebbe illuminato i morti, conducendoli al cospetto della bambina, insomma: un oggetto intermediario tra il mondo dei vivi e l'Aldilà. Per aggiornamenti sul mondo dei misteri e del paranormale, cliccate Segui.