Nel bene o nel male tutti, di recente, hanno sentito almeno una volta parlare della #dark polo gang, apprezzata da moltissimi ragazzi lungo lo "stivale", e anche da alcuni "mostri sacri" della scena nostrana. Con il loro stile spregiudicato, i quattro giovani sono stati in grado di attirare tanti fan quanti "haters" (ovvero persone che odiano il loro stile, la loro ostentazione, il loro modo di fare). Attualmente in uscita con il primo disco, "Twins", sveliamo ora sette curiosità (sembra il numero perfetto per loro) che ci permetteranno di conoscere meglio l'universo DPG.

1 - La romanità

Ma da dove verrà la Dark Polo Gang? In realtà, questa è la più semplice delle domande che ci si potrebbe porre.

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È sufficiente ascoltare un qualsiasi brano del gruppo, per sentire a caratteri cubitali la loro provenienza romana. In particolare, sono originari del Rione Monti, e colpisce il fatto che la maggior parte della scena trap italiana sia, ad oggi, concentrata al nord, mentre nella capitale ci si basa prevalentemente su uno stile underground hardcore (Colle der Fomento, Lucci, Brokenspeakers), o gangstar esasperato (TruceKlan).

2 - Perché Dark Polo Gang?

La Dark Polo Gang, fin dal suo nome, ha deciso una volta per tutte di rompere gli argini dei cliché del rap italiano, spazzando via l'ideale del ragazzo di strada che si arricchisce con la sua #Musica e spende i soldi in beni di lusso. I componenti della band, infatti, sono già benestanti, e il nome è ispirato alle polo Ralph Lauren (il cui simbolo è un cavallino, da cui il singolo "Cavallini" con Sfera Ebbasta).

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3 - Perché triplo 7 (777)?

In quasi tutti i brani della DPG, ritroviamo questo numero ripetuto ossessivamente, come un mantra. Ma cosa sarà mai questo 777? Come ha rivelato Side a "Vice", questa è la combinazione che si ottiene quando si raggiunge il jackpot alle slot machine. Di conseguenza, 777 significa successo, soldi, danaro, che nell'universo Dark Polo Gang sono tutto ciò che conta.

4 - Sick Luke

Che i quattro siano dei personaggi è noto a tutti. Ma colui che ha saputo fare da ponte a tutto questo è, senza dubbio, il talentuoso beatmaker, Sick Luke. "È lui che ci ha dato le prime produzioni vere e ci ha fatto capire che potevamo fare sul serio", racconta il gruppo sempre a "Vice". Accanto a Charlie Charles, Sick Luke appare certamente come il producer del momento in ambito trap italiano. Non si spiega, altrimenti, perché persino un "mostro sacro" del panorama #rap come Fabri Fibra abbia deciso di rappare sul beat di "Sportswear".

5 - Vita sentimentale e ragazze

Una delle cose che fanno riflettere su quanto possa esserci di autentico nei testi dei quattro giovani artisti, è sicuramente la presenza delle donne: spesso mercificate all'ossessione nei brani, non curate, maltrattate e oggettivate.

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La verità, in realtà, è altrove: Side e Pyrex sono impegnati da diverso tempo, come si evince dai social, e Sick Luke a volte porta con sé la fidanzata persino ai concerti. L'apparenza inganna.

6 - Ma ci sono o ci fanno?

Forse la prima cosa che molti si saranno chiesti ascoltando "Fiori del Male" o "Cavallini". "Ma questi ragazzi fanno sul serio o ci prendono in giro?". La verità, come sempre, sta nel mezzo: risulta evidente, in molti punti dei loro brani, che prendono in giro sé stessi e probabilmente anche l'ascoltatore, ma contemporaneamente invitano a tenere gli occhi aperti, a mandare a quel paese chi cerca di ostacolarli, a ribellarsi a modo proprio. Loro si sono ribellati alla classica estetica rap italiana coi vestiti firmati e con l'esasperazione del pariolino, del ragazzo ricco di Roma che ostenta ciò che ha. Ma in fondo rimangono quattro ragazzi come tanti, con i difetti che qualsiasi giovane della loro età può avere, ai quali la fama non ha impedito di giocare a fare gli scherzi telefonici, e probabilmente è meglio così.

7 - La DPG è razzista?

Questa è una domanda che, a un certo punto della storia del gruppo, ci si è dovuti necessariamente porre. Tony Effe l'aveva fatta sporca: dopo - pare - il rifiuto del lol-rapper Bello Figo ad esibirsi ad uno show di beneficenza con la DPG, il membro della Gang avrebbe pubblicato un video su Instagram (poi rimosso) in cui dava della "scimmia" a un ragazzo ghanese. Pessimo, senza alcun dubbio. Poco tempo dopo sono arrivate però, smentita e scuse da parte di Pyrex (tra l'altro, di madre sudamericana). Episodio di razzismo? Difficile da credere. Si può più probabilmente fare riferimento a una goliardata, a una spacconata. Un brutto scivolone, ma più una ragazzata che qualcosa di paragonabile alle "ruspe salviniane".