Mabon, la seconda festa del raccolto, sulla Ruota dell'anno pagana, viene tradizionalmente celebrata nel giorno dell'equinozio d'autunno, che quest'anno cadrà il 22 settembre 2017. Gli equinozi sono momenti molto particolari, in cui luce e buio, notte e giorno, si equivalgono. Sono feste dedicate all'equilibrio, all'armonia fra gli opposti. Per 24 ore, giorno e notte si equivalgono, ma mentre all'equinozio di primavera, la direzione è quella della crescita della luce, all'equinozio d'autunno assistiamo al fenomeno inverso. Il sole perde potenza e l'oscurità inizia a prevalere sulla luce.

L'uomo moderno può essere spaventato dall'oscurità che avanza, polarizzato com'è verso l'attività, la luce, l'estroversione, mentre le popolazioni antiche conoscevano molto bene l'importanza di tutti i cicli dell'esistenza.

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Il buio, l'avanzare della notte, il ritiro delle energie che ci spinge verso la propria interiorità, sono importanti tanto quanto la luce, permettendoci di riposare, rinnovarci e crescere. È dall'oscuro ventre materno che proviene la vita.

Equinozio d'autunno

Mabon è una festa dal sapore antico. I druidi la chiamavano Alban Elued, ossia "Luce dell'acqua". L'acqua richiama alla mente l'oceano cosmico della creazione, nelle cui profondità l'astro solare s'immerge. Un nome estremamente poetico, per descrivere con delicatezza e poesia, questo importante passaggio stagionale. Le barriere fra i mondi si fanno più sottili ed il mondo invisibile è più accessibile.

Per un giorno, all'equinozio d'autunno, luna e sole avranno pari forza. Dopo questa soglia, Il sole, immaginato dal mondo pagano come un potente e generoso dio, si fa da parte, lasciando spazio alle dee lunari e ctonie, che acquisteranno, con lo scorrere delle notti, sempre più forza.

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Il ciclo produttivo è terminato, la natura si ricopre di un manto giallo dorato, gli animali si preparano al freddo che presto o tardi arriverà e noi onoriamo il raccolto e la generosità della Dea.

Mabon è, infatti, la seconda festa del raccolto. A Lammas, in agosto, abbiamo celebrato il raccolto di grano, all'Equinozio d'autunno, celebriamo la vendemmia, il processo alchemico di trasformazione dell'uva in vino. Gli antichi erano affascinati da questo processo, tanto da ritenerlo sacro. La vendemmia era accompagnata da canti e riti, Dioniso, signore dell'uva e dell'ebbrezza, era particolarmente onorato in questo periodo dell'anno. "Come in alto, Cosi in basso", per gli iniziati il processo di produzione del vino, era ed è una metafora per la trasformazione alchemica dello spirito. Così come l'uva ha bisogno del buio per fermentare e trasformarsi in vino, è nell'interiorità, nell'oscurità, che avviene l'evoluzione spirituale del singolo. #luna #Curiosità