Chi di noi non conosce il #wasabi? La tipica salsina verde piccante utilizzata come condimento per la carne e soprattutto per accompagnare il pesce crudo giapponese.

Ma da dove proviene?

Si ottiene dalla radice di una pianta giapponese, "Wasabia Japonica", che cresce lungo i torrenti montani del Giappone e nelle valli fluviali. Appartiene alla stessa famiglia del ravanello, del rafano e della senape, pur avendo una differente forma in quanto più rugosa e di colore verde ed una "piccantezza" pari al miglior habanero in circolazione.

La Wasabia Japonica è una pianta difficilissima da coltivare, richiede molta acqua ed in media 5 o 6 anni per poter produrre i semi.

Pubblicità
Pubblicità

Della pianta vengono utilizzate sia le foglie che il rizoma: le prime vengono lasciate essicare per poi essere aggiunte alle pietanze come insaporitore; il secondo, germoglio perenne della pianta, spesso confuso con la radice, viene utilizzato per la preparazione della nostra salsina verde.

Cosa contiene?

E' ricca di vitamina A, vitamine del gruppo B (B1, B5, B9) e C, ferro, magnesio, zinco, sodio e potassio.

Proprietà del wasabi

Secondo la tradizione il wasabi possiede tantissime proprietà benefiche. Essendo ricchissimo di vitamina C è considerato un "antisettico": ecco perché accompagna sempre il pesce crudo, sushi, soba, tempura o sashimi.

Ci protegge, poi, dalle intossicazioni alimentari combattendo alcune forme di stafilococco, aiuta a proteggere l'igiene dentale impedendo la fuoriuscita delle carie ed il proliferare dei batteri nella cavità orale.

Pubblicità

Secondo i sudcoreani potrebbe addirittura prevenire l'ulcera gastrica.

E' inoltre ricco di precursori isotiocianati, sostanze fitochimiche presenti anche nei broccoli e nei cavoli che combattono il cancro naturalmente. Conferiscono al wasabi il sapore piccante ed attivano enzimi nel fegato atti a disintossicare gli agenti cancerogeni. Ma è anche un ottimo "balsamo" per le vie respiratorie: il suo sapore piccante, infatti, chiamato dagli stessi giapponesi "namida", ovvero lacrima, aiuta molto a liberare il naso e la gola in caso di raffreddore.

Come si mangia?

Il wasabi andrebbe servito fresco e grattugiato sulle pietanze non più di 15 minuti prima del pasto in modo da poter conservare le sue proprietà organolettiche. Tuttavia, dato l'elevato costo, è spesso soggetto a contraffazioni purtroppo poco riconoscibili. Viene, infatti, abilmente tritato con rafano e spezie varie per preservare il sapore piccante anche a lunga conservazione. #anticancro #ciboesalute