Ci sono romanzi, ci sono storie che - sebbene scritti moltissimi anni fa - continuano ad essere lette, apprezzate, conosciute e, soprattutto, attuali [VIDEO]; non soltanto per il tema sul quale i loro autori decidono di focalizzare la propria attenzione, bensì perché possono essere trasposte nei tempi moderni, ai nostri giorni. Ed ecco che un romanzo come 'I dolori del giovane Werther', un romanzo epistolare di Johann Wolfgang Goethe pubblicato nel 1774 e presentato, per la prima volta, alla fiera del libro di Lipsia, ancora oggi, riscuote un successo strepitoso.

Con Werther inizia la letteratura moderna

Il Werther di Goethe rappresenta l'inizio della #letteratura moderna non perché esalta il preromanticismo europeo, che esalta i diritti del cuore contro le astrazioni della ragione, quanto per il suo nichilismo, per il suo protagonista, per il quale vivere significa amare, ma anche consumarsi e distruggersi. La peculiarità del romanzo goethiano è, allora, il crollo dell'ottimismo illuminista: la felicità non è frutto della ragione o della virtù, ma è legata all'energia erotica di un corpo destinato a dissolversi e frantumarsi.

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E Werther ha letteralmente fame d'amore e di felicità, ma al contempo, viene consumato e distrutto dall'amore e dalla felicità. Subito dopo la pubblicazione del romanzo, nell'ottobre 1774, Goethe, un 25enne avvocato di Francoforte, diventa uno dei più rinomati scrittori europei, non soltanto per il suo travolgente lirismo, ma per la #Storia del romanzo, ispirata interamente al suicidio di Karl Wilhelm Jerusalem (causato dall'innamoramento da parte del giovane nei riguardi della moglie di un collega), un giovane intellettuale, figlio di un predicatore di Braunschweig e segretario di legazione a Wetzlar, che due anni prima aveva suscitato scalpore.

In quelle lettere, che ricoprono un arco di tempo che va dal 4 maggio 1771 al 23 dicembre 1772, il pubblico dell'epoca (appartenente perlopiù al ceto medio borghese) riconosce personaggi, circostanze e situazioni molto vicine alla sua realtà: l'evento estremo del suicidio che sconvolge la tranquillità della noiosa routine quotidiana.

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Molti editori hanno celebrato il romanzo come il trionfo della soggettività moderna, o piuttosto, come un racconto autobiografico. Si parlò allora, e si parla tutt'oggi di effetto Werther: da un lato dà origine a un nuovo modo del costume e del comportamento tra i giovani, dall'altro provoca innumerevoli suicidi, tanto da indurre la commissione libraria dell'elettorato di Sassonia, su richiesta della facoltà di teologia di Lipsia, a imporre il divieto di ristampa.

Il titolo e il personaggio

Già il titolo 'I dolori del giovane Werther' lascia intendere che la giovinezza è turbamento, malinconia, tristezza. Ma si può anche pensare ad un testo di edificazione religiosa, credendo (in modo blasfemo) che Werther sia un giovane Cristo, vittima di un sacrificio solitario, la cui sola speranza è il nulla che segue la morte. Tuttavia, la blasfemia di Goethe è da intendere in maniera filosofica: egli concepisce la giovinezza non come un limitato periodo di tempo, ma come l'esistenza intera, la vitta fatta di passione, martirio, solitudine, senza redenzione e senza senso, nel momento in cui si immagina un mondo senza la figura del padre, un mondo privo di autorità e divieti e l'individuo è l'unico protagonista della sua avventura moderna, unico produttore e consumatore della sua stessa felicità.

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Werther, nato in un piccolo mondo di provincia, è figlio unico di una facoltosa famiglia borghese. Dopo la morte del padre, la madre - donna ambiziosa e avida di denaro - lascia quel mondo per trasferirsi in città, un mondo dominato dalla cultura della moda, dell'instabilità, luogo del vizio e della corruzione aristocratica,ed è in questo mondo che Werther è costretto a crescere.

All'inizio del romanzo, egli è un uomo dall'io instabile e mutevole, dunque un uomo già finito e depresso. Vive grazie alla rendita paterna e, pertanto, non è costretto ad immiserirsi in una professione borghese. Trascorre il tempo leggendo, scrivendo saggi e citazioni, è colto, veste in modo elegate, è un bel giovane e non può evitare di essere un seduttore. Infatti, quando si trasferisce nella cittadina in cui conosce Lotte, è scappato da un affare di cuore: conteso tra due sorelle, è stato così incauto da illudere la più passionale e, in quel piccolo mondo di provincia, cerca di guarire dal morbo dell'insoddisfazione metropolitana.

Si innamora di Lotte, promessa in sposa ad un altro uomo, e dopo aver preso coscienza di quanto sia impura la sua sensibilità di uomo moderno, il romanzo si trasforma dalla storia d'amore che era all'inizio nel tragico resoconto di una tragica decadenza, evidente nella seconda parte dell'opera, quando Werther trascorre i suoi giorni consumandosi nella sua passione distruttiva.

Il Werther è un romanzo d'amore?

'I dolori del giovane Werther' è un romanzo d'amore con la peculiarità che l'amore non è dono e comunicazione di felicità, ma solitaria beatitudine di un cuore felice. Proprio questo amore senza limiti verso la donna che non può avere, questa passione infelice diventa la metafore della natura tragica del soggetto moderno, inevitabilmente destinato a distruggersi e frantumarsi.

Il Werther è un grande romanzo d'amore perché l'amore viene dipinto e contemplato nella sua più assoluta perfezione. L'amore deve contemplare se stesso, la passione deve restare assoluta, non deve consumarsi, non deve tradursi in un rapporto reale. Cosicché, quando Werther si lascia andare baciando Lotte, prova orrore verso se stesso, tanto da desiderare la punizione e poi la morte.

Per cui, il vero tema del romanzo è la scoperta della passione, intesa come desiderio, sensualità e desiderio fisico: l'amore di Werther per Lotte si è trasformato da venerazione in desiderio, l'amore inteso come incontenibile desiderio sessuale, una potenza che lo stesso autore avverte come terrificante, poiché in grado di frantumare quell'unità apparentemente indistruttibile dell'io.

La trama

'I dolori del giovane Werther' è un romanzo epistolare suddiviso in due parti. Nella prima parte, Werther fa la conoscenza di Lotte in occasione di una serata di ballo organizzata dai giovani del paese. Viene a sapere che è promessa in sposa ad un altro uomo e questo provoca in lui turbamento e angoscia. Ciononostante continua a frequentarla e sa di essere corrisposto. Quando conosce Albert, il futuro marito di Lotte, Werther comprende che quello non è più il suo posto, è giunto il momento di andare via.

Nella seconda parte, accetta un posto all'ambasciata, cercando disperatamente di riconquistare un posto nel mondo, ma da questo stesso mondo viene espulso e si ritrova nuovamente a consumarsi nella sua distruttiva passione. Il pellegrinaggio nel mondo dove aveva trascorso l'infanzia, che simboleggia il congedo all'innocenza, alla felicità, alla stessa Lotte e, in definitiva, alla vita, mette in evidenza i cambiamenti che la modernità ha apportato in questo mondo - emblema della purezza e della semplicità delle origini e dei valori patriarcali - a cui Werther si affida per tentare di placare il tumulto delle sue smodate passioni.

Cambiamenti che portano benessere da un punto di vista commerciale, mentre sotto il profilo sentimentale, l'amore e la felicità - i sentimenti più belli dell'uomo - si trasformano in omicidio, follia e violenza, inscrivendosi in quel circuito di morte e distruzione da cui Werther non riesce a trovare una via d'uscita. E il giovane, essendo vittima, esprime una condanna della modernità, la quale esige esperienze sempre nuove, provoca il male peggiore dell'uomo, la malinconia e, da qui, si fa strada l'idea del suicidio.

Descrivendo la sua esistenza una 'malattia mortale', Werther prende coscienza del trascorrere inevitabile del tempo, sostiene che la natura umana è in grado di sopportare l'alternanza gioia-dolore fino ad un certo punto, superato il quale non ha più la forza di rigenerarsi e che non è importante se un uomo è forte o debole, ciò che davvero conta è se è in grado di reggere quel dolore.

L'impossibilità di avere Lotte, con il passare del tempo, spinge Werther a prendere la drastica e ferma decisione di porre fine alla sua sofferenza soltanto attraverso il suicidio. Dopo aver scritto una lettera a Lotte e ad Albert, e dopo aver ordinato al domestico di non essere disturbato, il giovane si uccide con un colpo di pistola alla testa nella notte del solstizio d'inverno, la più lunga dell'anno.

Dunque, ciò che resta della storia di Werther è il suo cervello spappolato, la sua lunga agonia. Ai suoi funerali partecipano il potestà (padre della donna amata), non è presente nessun parroco, mentre Albert resta a casa perché si teme per la salute di Lotte.