Nel 2017, il #Turismo nella capitale tedesca ha subito un notevole incremento. Le stime parlano di un milione di euro solo nella prima parte dell’anno. A fornire questi dati è visitBerlin, il sito web turistico ufficiale di #Berlino. Si stima che 14,7 milioni di persone provenienti da Germania, Stati Uniti, Cina ed Europa hanno visitato la città. Neppure gli attentati terroristici hanno diminuito il numero delle presenze sul suolo tedesco. Ad atterrare nella capitale tedesca, però, non sono soltanto turisti! Berlino, sempre più spesso, fa da sfondo per meeting e conferenze.

Cosa attira i turisti (e non solo)?

A metà strada tra Parigi e Londra, popolata di giovani provenienti da tutta Europa, pullulante di artisti e presunti tali, multiculturale per tradizione, ricucita nelle tante ferite, la meno tedesca tra le città tedesche sembra vivere – da qualche decennio – il suo periodo d’oro.

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Le altre capitali europee non sono certo passate di moda, ma sembra proprio che questo sia il momento della Spree-Athen, l’“Atene sulla Sprea”, come talvolta viene scherzosamente soprannominata.

Forse il motivo è da ricercare nel fatto che la capitale tedesca sembra incarnare il nuovo, lo spirito di cambiamento, la modernità. I berlinesi scherzano sul gran numero di cantieri presenti in città, sono quasi rassegnati e hanno l’impressione che – nel giro di qualche decennio – Berlino sarà come la nave di Teseo che, a causa dei continui restauri, non assomigliava più all’originale. In cantiere non ci sono soltanto palazzi: l’anima stessa della città è un laboratorio sterminato di idee e la creatività, in questo angolo di Germania, trova spazio aperto. D’altra parte, la peculiarità della capitale tedesca sembra proprio quella di incarnare il cambiamento, sorta di essere mitologico capace di invecchiare e ringiovanire, essere la culla dell’Illuminismo e ospitare l’orrore del Nazismo.

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Il suo volto – in mezzo alle contraddittorie svolte della storia – è stato scolpito dalle idee architettoniche e urbanistiche di ogni epoca.

Nata come villaggio di pescatori nel XIII secolo, la capitale tedesca ha vissuto momenti di splendore e di buio. Rispetto a quella di altre celebri capitali, a Berlino la storia si respira nell’aria, è terribilmente vicina e le sue impronte sono ben visibili. Gli anni dolorosi del muro, gli orrori e la distruzione della seconda guerra mondiale: la presenza di certe immagini è ancora forte nell’immaginario collettivo e a Berlino è facile ritrovarsi a cercarne testimonianza negli sguardi di chi ci circonda. I testimoni di quei tragici eventi possono essere seduti accanto a noi, in metropolitana o in un bar dall’insegna scolorita. Contemporaneamente, però, tutto è passato: la storia non è un fossile, è viva e – come tutto ciò che è vivo – va avanti e si trasforma. L’energia che si respira da oltre un ventennio a Berlino è quella della rinascita.

Il modo più adatto per visitare e per vivere questa città è, perciò, lasciarsi travolgere da questo fermento di cambiamento che la caratterizza e contribuire a darle il volto che vorremmo vedere.

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Il miglior ricordo da portare a casa è una goccia della sua energia, della sua capacità di trasformarsi senza dimenticare il passato. #viaggio