Che il nostro pianeta debba avere una fine, seguendo l'ordine naturale delle cose, non ci sono dubbi. Nato circa quattro miliardi e mezzo di anni fa il pianeta #Terra ha attraversato cambiamenti e trasformazioni radicali arrivando ad assumere i connotati e la sistemazione che ormai tutti conosciamo: un geoide (una sfera schiacciata ai poli a causa della forza centrifuga dovuta alla sua rotazione) al terzo posto in termini di distanza dal sole.

La fine del mondo, ma è solo per finta

Che avvenga per mano di una flotta aliena in vena di bullismo o a causa di un asteroide fuori controllo, la #fine del mondo è da sempre argomento di preoccupazione ma anche di fervida immaginazione, avendo dato luogo a innumerevoli pellicole che ripercorrono gli ultimi tragici momenti della razza umana sul pianeta.

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2012, di Roland Emmerich del 2009, ha dato sfogo alle ansie riguardo alla famosa profezia Maya che individuava proprio nell'anno 2012 la fine dell'esistenza. Lo stesso Emmerich aveva spaventato tutti già nel 1996, con gli alieni di Indipendence Day pronti a sterminare gli essere umani per prendere il loro posto sulla Terra, e poi ancora nel 2004, quando con The Day after Tomorrow poneva la questione del surriscaldamento globale al centro della glaciazione che minacciava la scomparsa dell'uomo.

Danny Boyle nel 2002, con 28 giorni dopo, puntò sul virus zombizzante, seguito nel 2007 da Carlos Fresnadillo con 28 settimane dopo. Armageddon e Deep Impact, entrambi del 1998, attribuiscono ad un asteroide l'onere dell'apocalisse mentre Peter Sellers ne Il dottor Stranamore (1963) e Willem Dafoe in 4:44 (2011) affrontano in maniere differenti un imminente olocausto nucleare e l'annunciata fine dovuta alle radiazioni solari.

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E c'è anche chi fa sul serio

I miliardi di cristiani in tutto il mondo sanno bene che nessuno può sapere la data della fine del mondo tranne Dio, così come è esplicitamente indicato proprio nella Bibbia nel Vangelo di Marco. Allora perché periodicamente l'Armageddon è annunciato al suono di trombe squillanti e diffuso in maniera capillare ed efficace indipendentemente dal credo religioso?

L'ultima data diffusa è passata da poco, il 23 settembre 2017, individuata proprio da una interpretazione biblica. Nel 2016, il 29 luglio era invece previsto il ritorno di Gesù sulla Terra annunciato da catastrofi naturali che avrebbero spazzato via la vita dal pianeta. La profezia Maya del 21 dicembre 2012 fu poi aggiornata a causa di una non corretta interpretazione del calendario dell'antico popolo meso-americano e spostata al 2015.

Tra il 21 e il 23 dicembre 2014 fu il sole con le sue radiazioni nucleari a minacciare di cancellare la specie umana. Più ci allontaniamo dai tempi moderni più la fine del mondo rappresenta una tappa inevitabile lungo il cammino peccaminoso degli esseri viventi, più legati all'aspetto spirituale della vita quotidiana.

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Se l'inizio del terzo millennio ha fatto paura con la minaccia del Millennium Bug, fine del mondo tecnologica, più drammatica, secondo la leggenda, sarebbe stata la reazione della gente alla fine del primo millennio, con l'anno 1000 che rappresentava in maniera inequivocabile la fine di tutto.

Profeti e profezie

Il 2013 fu individuato addirittura da un santo, Malachia di Armagh, vissuto nel XII secolo, come anno della fine ed andando a ritroso nel tempo sono davvero tanti i personaggi che hanno legato il loro nome anche a profezie riguardo la fine del mondo. Da #nostradamus a Stormberger, da Baba Vanga a Gustavo Rol, dalle profezie di Fatima a quelle di Medjugorje ogni epoca, ricca di instabilità e paure verso il domani, ha sempre racchiuso in sé lo spettro della fine, del non aver più tempo, materializzato poi in una precisa data che regala sollievo e buoni propositi nel momento in cui viene disattesa.

Ed aspettando la prossima predizione catastrofica non ci resta che considerare anche una eventualità estrema: e se vivessimo tutti all'interno di Matrix? Avrebbe senso parlare di apocalisse?