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Condurre uno studio scientifico sull'#orgasmo non è cosa facile, né per i ricercatori e nemmeno per i volontari, che dovrebbero essere disposti ad averne uno dentro una macchina fredda e rumorosa per imaging celebrale. Ma i ricercatori della Rutgers University [VIDEO] sono riusciti ad ottenere importanti risultati sullo studio del piacere #femminile condotto sotto risonanza magnetica funzionale.

Nan Wise, neuroscenziata, è a capo della ricerca

Ha individuato ben 10 volontarie disposte a sottoporsi a questa analisi che consisteva nel raggiungere l'apice del piacere prima con la masturbazione e successivamente sotto la stimolazione del partner.

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Grazie all'aiuto di una specie di stabilizzatore per la testa è stato possibile rilevare dati affidabili.

Il motivo è che nel momento di piacere più intenso, il nucleo dorsale del rafe muta, diventando particolarmente attivo. Questa parte del cervello rilascia la serotonina, un neurotrasmettitore analgesico. Anche il nucleo cuneiforme che è parte del tronco encefalico che controlla il dolore, si è mostrato molto attivo nell'orgasmo. Un effetto probabilmente affine al parto: una minore sensibilità aiuta il passaggio del capo del bambino durante il parto.

Non c'è bisogno di spegnere il cervello prima di un rapporto

Sfatato il mito che le preoccupazioni siano d'intralcio per un buon orgasmo, uno studio olandese del 2005 effettuato mezzo PET (tomografia a emissione di positroni) indicherebbe che le 13 volontarie durante l'attività sessuale erano sensorialmente attive ma emotivamente quasi del tutto spente, come se il cervello fosse in pausa.

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L'esame condotto dalla dottoressa Wise ha rivelato che alcune aree della memoria, nel controllo delle emozioni, dei movimenti e nella sensibilità si sono attivate crescentemente durante la stimolazione, fino a un picco l'orgasmo, subito dopo il calo. Diversamente dall'fMRI, la PET può avvalersi solo una "fotografia" dell'attività cerebrale per un periodo di tempo molto piccolo, ecco l'incongruenza.

La ricerca continua e ci dà ulteriori elementi per conoscere qualcosa su un argomento rimasto tabù per molti anni, servendo magari a chi, per patologie psichiche, non raggiunge l'orgasmo. Non esistono limiti d'età al piacere.

La notizia che ha portato lo stupore ed il sorriso di tutti è stata la dichiarazione da parte dell' università del New Jersey (Rutgers University) sull'età delle volontarie coinvolte: pare che la più anziana avesse 74 anni.