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Con la legge Gasparri del 2004 si dà inizio al passaggio delle trasmissioni televisive dall'analogico al digitale, il cosiddetto switch off. Tale passaggio ha comportato ovvi e importanti cambiamenti per le reti televisive e soprattutto per i loro palinsesti: termine con cui si indica la griglia di base che regola le programmazioni.

Ad ogni modo, fino ad allora i programmatori si erano impegnati a creare un palinsesto che andasse a ricoprire la giornata televisiva delle reti generaliste, ovvero quelle reti dal carattere neutro che andasse il più possibile a incontrare i gusti di un vasto pubblico, strategia piuttosto complicata e difficilmente vincente.

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Col digitale però tutto ciò cambia, e le reti generaliste vengono man mano soppiantate da nuovi canali tematici il cui scopo è, invece, quello di attrarre un pubblico specifico.

Seguendo questo modello la Rai, ad esempio, ha dato vita a canali come Rai 4, una rete mini - generalista, con lo scopo di attirare un target di giovani adulti attraverso un palinsesto caratterizzato da serie tv di culto come: Mad Man, Streghe e Beverly Hills, questo per quanto riguarda il palinsesto del canale ai suoi albori, più di recente invece la programmazione ha visto andare in onda programmi come Once upon a time e Agent of shield quindi serie di grande interesse proprio per il target di pubblico a cui il canale vuole fare riferimento. Sempre per il servizio pubblico della Rai sono nati altri canali tematici, il cui palinsesto è stato creato per attrarre un pubblico adulto, come per quel che riguarda Rai 5 un canale di alta cultura.

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Poi c'è Rai Gulp che invece pubblica ad attirare un pubblico giovane con cartoni animati come Winx club.

Le reti private ovviamente non sono state da meno, infatti quasi in contemporanea, anche la Mediaset ha lanciato sul digitale terrestre (DTT), nuovi canali tematici come Iris, per cui è stato creato un palinsesto ricco di film d'autore e serie tv americane con un grande seguito come C.S.I, I Soprano e 24. Un canale rivolto specificamente a un pubblico femminle come La 5 e un'altro ai giovani come Boing.

Per sino la più importante rete satellitare, Sky, si è fatta largo sulla rete del DTT con un suo canale tematico:Cielo. La programmazione di questa rete è caratterizzata da programmi di successo già andati in onda precedente mende sulle maggiori reti satellitari come Fox, da cui ha riutilizzato serie di culto come Lipstick Jungle, Sons of Anarchy, Buffy ecc.

Insomma, la multicanalità che si è venuta a creare con l'avvento del digitale ha creato una nuova piattaforma che aveva lo scopo di rompere i rigidi schemi della tv generalista per offrire al pubblico un palinsesto più dinamico e innovativo permettendo così l'ingresso, sulla piattaforma digitale, di nuovi network che infrangessero la cosiddetta era del duopolio imperfetto che ha sempre visto battersi da un lato il servizio pubblico della Rai e dall'altro la privata Mediaset.

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In un certo senso ciò è avvenuto, ma non come ci si aspettava. Infatti, sulla scena televisiva, sono apparsi sì nuovi competitors, ma non sulla stessa piattaforma del DTT, ma sul satellite con Sky e sulla stream tv con Infinity e #Netflix.

Questi nuovi network sono riusciti a portare sullo schermo quell'innovazione che gli spettatori chiedevano da tempo, sopratutto grazie all'ingresso della tecnologia on demand, che permette allo spettatore di decidere da solo cosa vedere, dove e quando grazie agli schermi convergenti come le smartphone, tablet e smarttv. Iin parole povere permette all'utente di decidere in completa indipendenza cosa vedere, dove e quando, insomma il pubblico può crearsi da solo il proprio palinsesto senza dover sottostare a decisioni prese da altre.

Tutto ciò ha dato vita a un interrogativo importate: se il pubblico non ha più bisogno di un palinsesto questo ne decreterà la fine? E con esso morirà anche la televisione?

La vice presidente di Netflix, Cindy Holland, ritiene che il palinsesto sia un sistema obsoleto, un ostacolo che impedisce al pubblico l’accesso a un’offerta più dinamica e per niente ripetitiva.

Ma in realtà non è così. Ogni volta che uno spettatore accede al sistema on demand di Sky o alla gallery di Netflix, gli innumerevoli programmi messi a sua disposizione sono sempre frutto dell’accurata selezione di broadcasters esperti, il cui solo scopo è redigere il perfetto palinsesto sempre in linea con l’identità del network.

Infatti secondo Silvio Scialla, fondatore di Fastweb, colui che ha portato la banda larga in Italia, la televisione sta cambiano, si sta evolvendo, ma si è ancora molto lontani dal decretarne a fine. Si sta passando da una televisione broadcast a una televisione unicast dove lo spettatore potrà decidere cosa vedere, quando e dove, ma il medium che userà per farlo sarà sempre la televisione #Fiction tv #TV Soap