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Uno dei disturbi psichici più conosciuti per la propria singolarità è il Disturbo Ossessivo Compulsivo [VIDEO], per gli amici DOC. Fra i più conosciuti e anche fra i più interessanti, perché si manifesta attraverso una serie di comportamenti ripetitivi che non passano di certo inosservati: la fissazione per l’igiene, l’ordine meticoloso e i frequenti tic sono tutti sintomi di questo disturbo, che oramai tutti conosciamo grazie anche a personaggi di serie tv e film, quali Jack Nicholson nei panni di Melvin in “Qualcosa è cambiato” (As Good as it Gets). Forse però, questa stessa cultura popolare che ci fa prender maggior confidenza con questa malattia, al contempo ce ne sta nascondendo una parte.

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La profondità del disagio, che chi è affetto da DOC vive, non si limita al ripetersi persistente di gesti quali lavarsi le mani o contare. Le ossessioni sono i sintomi che più spesso vengono tralasciati nella trasposizione cinematografica, ma sono fondamentali per capire questo disturbo. Questi sintomi comprendono pensieri, immagini, dubbi, fobie e impulsi a cui il paziente non si può sottrarre [VIDEO], che assediano la mente. Il loro contenuto può variare di persona in persona, anche se ci sono delle tipologie più frequenti: di contaminazione, di aggressività, bisogno di simmetria o precisione, sessuali, di accumulo e risparmio. A tutti capita prima o poi di avere questi pensieri: ho chiuso la macchina? E se poi me la rubassero? Ma perché ho sempre questa canzoncina in testa? E se si fosse bucato il preservativo? E se la pillola non funzionasse? E se invece del raffreddore avessi il cancro? E se mi investissero proprio adesso che attraverso? E se il tizio accanto sull’autobus si facesse esplodere? E se scoppiasse la terza guerra mondiale? E se Putin fosse immortale? E se fossimo dentro Matrix? E se…? E se…? E se? Un’escalation esagerata, ma non impossibile.

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L’ossessione di per sé non è un sintomo patologico e non è necessariamente irrazionale chiunque potrebbe aver pensato a cose del genere almeno una volta nella vita, ma è la capacità di sottrarsi all’ossessione e non pensarci più che sancisce il limite fra il normale e il sintomo. L’ossessione negli affetti da DOC è persistente, non cessa mai, è continua, è assediante, è opprimente. Il paziente sa che è un prodotto della sua mente. Per questi motivi viene definita egodistonica cioè provoca un forte disagio all’individuo, non gli permette di sentirsi in sintonia con sé stesso. Purtroppo però è anche intrusiva, non può essere allontanata o soppressa, nonostante si riconosca l’irrazionalità.

Le compulsioni

Le compulsioni sono i sintomi che più facilmente riconosciamo, perché hanno una caratteristica difficile da non individuare: sono ripetitivi. Sono sia azioni mentali che comportamenti e sembrano quasi dei rituali a cui le persone affette da DOC si prestano intenzionalmente per prevenire qualcosa di temuto non necessariamente legato al contenuto della compulsione: una sequenza precisa con cui bussare alla porta potrebbe essere vissuta come un modo per prevenire la morte di una persona cara.

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Anche se vengono vissute come un obbligo, secondo quest’ottica hanno una finalità che il paziente stesso gli attribuisce. Se questi riti non fossero portati a termine i pazienti sentirebbero un forte senso di angoscia e disagio al punto che, in una certa misura, la loro messa in atto tranquillizza il paziente. Si pensa che le compulsioni vengano messe in atto come conseguenza delle ossessioni, per rimediare al mancato controllo che si ha su di esse. Fra le più comuni ci sono compulsioni di controllo, di pulizia o lavaggio, di conteggio, di accumulo, di ordine. Le compulsioni gravano fortemente sulla vita dell’individuo non solamente per il tempo speso alla messa in atto, ma soprattutto per l’impatto sulla vita sociale, sia lavorativa che emotiva.

Sebbene questo breve articolo sia una semplice introduzione all’argomento, è da sottolineare che le ossessioni e le compulsioni sono le manifestazioni essenziali del Disturbo Ossessivo Compulsivo, non una descrizione completa della malattia, e che in ogni persona la malattia si manifesta in modo differente. #Psiche #Superuovo