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Non si tratta di una fake news ma di una dichiarazione rilasciata durante la riunione annuale della American Society for Reproductive Medicine tenutasi a San Antonio, in Texas e sostenuta dal presidente uscente dott. Richard Paulson. Non esisterebbe alcun impedimento, ha sottolineato Paulson, a fare in modo che un uomo viva la #gravidanza sulla propria pelle.

Se una volta infatti la cosa risultava molto complicata, al di là di un discorso puramente etico, ora l’uomo incinto potrebbe essere una realtà grazie agli enormi passi fatti in medicina riproduttiva.

Il segreto della gravidanza maschile

Partendo dal presupposto che non esiste alcun impedimento anatomico per impiantare un seno con successo in un soggetto transessuale, il dott.Richard Paulson ha sottolineato che all’interno del ventre maschile si può tranquillamente trapiantare un utero già dotato di embrione.

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Follia o fantascienza?

In realtà esiste un precedente, sebbene non sia stato coinvolto un soggetto maschile, verificatosi nel 2014 con il primo successo di trapianto di utero in una donna di 36 anni nata senza. Grazie alla donazione da parte di un’amica sessantenne, la donna ha potuto procreare e da allora sono ormai otto i bambini nati in tutto il mondo da uteri trapiantati.

Ovviamente, precisa Paulson, il soggetto maschile cui viene trapiantato l’utero dovrà essere sottoposto a somministrazione ormonale al fine di replicare i cambiamenti naturali che si verificano in gravidanza, così come si renderà necessario un parto cesareo per far nascere il bambino.

Una speranza per tutti i transgender

Questo clamoroso annuncio apre molte riflessioni ma rappresenta sicuramente una speranza per i soggetti cosiddetti transgender [VIDEO] che desidereranno procreare naturalmente, o quasi.

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Durante la conferenza è stata ribadita infatti la mancanza di consapevolezza circa la conservazione della fertilità per i pazienti #transgender, rilevando che pochi di essi al momento del cambio di genere ricevono adeguati trattamenti relativi al mantenimento degli ovuli in caso di soggetti femminili.

Questo significa che coloro che abbandonano la femminilità in virtù della mascolinità possono donare i propri organi riproduttivi a coloro che ne sono privi o addirittura conservarli in caso, sebbene con nuova identità maschile, decidano comunque di portare avanti una gravidanza. Si tratta di una delle ultime frontiere della medicina.