Politici mondiali, esponenti della Banca Mondiale e del FMI, si riuniscono questa settimana a Washington per discutere circa le possibili strade da imboccare per intraprendere un percorso di crescita sostenuto. La decisione della Federal Reserve di chiudere i rubinetti del cash, con lo scopo di stabilizzare la crescita, obbligherebbe gli altri paesi ad un ripensamento delle loro politiche economiche.

Visti i risultati degli ultimi mesi, e gli esiti del convegno in Australia tra ministri delle finanze e dei banchieri centrali mondiali, non è certamente complicato intuire su quali temi verterà il dibattito.

La maggior parte del Mondo Occidentale infatti, esorterà la zona euro a fare di più per promuovere la crescita, suggerendo alla Germania di invertire la rotta ed abbandonare le politiche di Austerity.

L'Outlook diffuso ieri dal Fondo Monetario Internazionale mostra chiaramente un'Europa debole e dalle prospettive economiche incerte, con Germania e Spagna in una situazione migliore, anche se i dati sulla produzione industriale tedesca avvertono circa la possibilità di una recessione prolungata nel paese, che rischierebbe di coinvolgere l'intera zona euro, e peggiore invece in paesi come Italia e Francia, nonostante il capo-economista Olivier Blanchard, ai margine della conferenza stampa sulle prospettive globali, abbia definito ottima per il nostro paese la riforma del lavoro oggi in approvazione in senato, il Jobs Act, ed esorta il nostro paese a fare ancora di più sulla strada delle riforme strutturali.

Un dibattito che dura da tre anni in seno al G20, e che coinvolge le principali cancellerie occidentali, soprattutto in Europa, con Francia e Italia e gli altri paesi che premono per un allentamento delle politiche fiscali e Berlino che invece esorta a continuare sulla strada del rigore e del pareggio di bilancio. "La flessibilità nel rispetto delle regole attuali dovrebbe consentire ai governi di affrontare i costi dovuti all'implementazione delle riforme strutturali necessarie per sostenere la domanda ed avere una crescita nel rispetto dei vincoli di bilancio" ha affermato giovedì il Governatore della BCE Mario Draghi alla fine della riunione mensile.

Negli Stati Uniti, la Federal Reserve concluderà a fine mese le sue operazioni di acquisto di nuove obbligazioni, politica che ha portato ad una rivalutazione del dollaro e ad un rientro dei capitali in patria. La Banca Centrale Europea, a modo suo, ha tentato di creare nuovi stimoli all'economia, senza varare mai una vera politica di allentamento dei vincoli finanziari.

L'Euro a maggio ha perso quasi un 10% di valore nei confronti del dollaro, e le previste politiche monetarie restrittive della Federal Reserve in aggiunta alla speculazione sui tempi di un primo rialzo dei tassi d'interesse, non fanno di certo pensare ad un inversione di questo trend. Se l'euro continuerà a cadere, i prezzi delle importazioni aumenteranno ed allo stesso tempo sarà più semplice esportare i nostri prodotti, con un impatto positivo su crescita ed inflazione. L'impatto però non sarà immediato, come i dati sull'inflazione della scorsa settimana - appena ad uno 0,3% - dimostrano.

Come ha detto il capo del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, "L'Economia globale è ad un punto di svolta: può cavarsela con una crescita sotto la media, una crescita mediocre, o può puntare a un percorso migliore in cui politiche coraggiose potrebbero accelerare la crescita, aumentare l'occupazione e favorire un nuovo slancio".

Il G2O del mese scorso ancora una volta non è riuscito a trovare un accordo su misure concrete da adottare, risultato dovuto soprattutto alle resistenze opposte dalla Germania, la più grande economia europea, scrive Jeremy Gaunt sulle pagine della redazione online di Reuters.

Qualsiasi siano le risposte che emergeranno da usciranno da questo meeting, gli investitori si stanno abituando ad un Mondo di politiche monetarie divergenti. Come ha detto Draghi infatti, "Ci sono differenze significative e crescenti nel ciclo di politica monetaria tra le principali economie avanzate".