Era il novembre del 2011 quando Il Sole 24 Ore, il più importante giornale economico-finaziario italiano, scriveva a caratteri cubitali sulla prima pagina: "Fate Presto", eclatante titolo su sfondo neutro che campeggiava in solitaria, senza articolesse e immagini, in un disperato appello all'allora governo Berlusconi di reagire alla crisi dello spread dei titoli di Stato decennali che di lì a poco avrebbero raggiunto i 600 punti percentuali, decretando di fatto la fine del V governo Berlusconi e l'avvento dei tecnici.Di acqua, e governi, sotto i ponti ne sono passati, ma quasi per una sorta di ironia della sorte, quello stesso giornale che 'turibolava' contro l'incapacità della politica, oggi si ritrova investito da uno scandalo dalla portata ancora non quantificabile, a giudicare da quanto è complessa e intricata la vicenda.

La vicenda degli abbonamenti digitali

Il tutto comincia dall'esposto in Procura di un giornalista del Sole 24 Ore, Nicola Borzi, che denunciando pratiche scorrette nella rendicontazione delle copie digitali del suo giornale, rileva un dumping di copie, ad opera di una società di copertura, laDI Source LTD, che a quanto pare avrebbe gonfiato volutamente il numero delle copie virtuali per poter fare una speculazione che avrebbe, secondo l'accusa, permesso di ottenere una plusvalenza alla società inglese, tramite i dirigenti del Sole, e al tempo stesso facendo credere che il quotidiano di Confindustria avesse aumentato le vendite, inquinando di fatto il mercato pubblicitario. Il tutto poi è divenuto chiaro nel momento dell' approvazione del bilancio, facendo rilevare a colpo d'occhio la sproporzione tra vendite e reali incassi.

La Redazione in Subbuglio

Ovviamente la risposta dei giornalisti del Sole 24 Ore a quel punto non si è fatta attendere, sfiduciando subito il direttore Roberto Napoletano, reo secondo i giornalisti di aver o taciuto o non vigilato sull'incresciosa situazione che ha mortalmente colpito l'onorabilità della testata. Nel frattempo, l'Ad del gruppo, in questi giorni turbolenti, non è stato ancora nominato; tutto doveva essere deciso intorno alla metà di ottobre ma, vista la situazione, molti preferiranno non prendere la patata bollente in questo momento.

Sviluppi giudiziari

La procura di Milano, dopo l'esposto, ha subito avviato le indagini ed ha affidandole al pm Fabio De Pasquale, famoso per le sue requisitorie nei processi 'Ruby' e 'Olgettine', con l'accusa di falso in bilancio. Inoltre la Consob ha inviato i suoi ispettori nella sede del giornale, essendo l'ente preposto al controllo sulla borsa e Il Sole 24 Ore, come noto, è quotato nei listini.