In occasione della puntata di questo 4 aprile di CartaBianca, in onda su Raitre e condotto da Bianca Berlinguer, è intervenuto il noto manager e imprenditore Flavio Briatore, che è stato intervistato sul tema del #Lavoro e dei giovani. Ecco le parti principali di quello che ha detto.

'Saturazione di laureati, le università non creano lavoro'

All'inizio Briatore è stato incalzato sull'importanza dell'università e ha risposto: "E' un fatto di mercato, c'è una saturazione di laureati e sappiamo che chi si laurea arriva a 30-35 anni dovendo iniziare a lavorare; tanti anni fa la laurea era un sicuro successo lavorativo ma oggi tutto è cambiato e le richieste sono diverse.

Pubblicità
Pubblicità

E' giusto che i ragazzi che vogliono studiare lo facciano, ma non sono le università che creano posti di lavoro. A 18 o 19 anni qualcuno può cominciare a lavorare, fare una start-up, imparare le lingue e avviare una carriera al di fuori dell'università, dove ci sono molte opportunità di lavoro".

Sull'idea che i giovani italiani di oggi siano fannulloni, ha detto: "Ci sono giovani e giovani, non sono tutti uguali per fortuna. I giovani che vogliono fare riescono. L'Italia dovrebbe essere votata al turismo, il sud in particolare dovrebbe essere la Florida dell'Europa e invece non ci riesce perché i laureati e i giovani del sud vanno fuori, a Milano, Roma, Londra, Dubai, e questi ragazzi che sono bravi poi non vogliono più tornare indietro. La loro capacità lavorativa non la portano al paese d'origine e vi rimangono solo quelli che in effetti non hanno molta voglia di lavorare o di fare: quelli che si accontentano dicendo che non ce la faranno e rimangono qua.

Pubblicità

Ma i giovani italiani all'estero sono i più bravi, lo vedo anche nelle mie aziende, mentre è difficile trovare personale che vuol venire a lavorare a Otranto".

'Ridicolo parlare di sacrificio per i giovani lontani da casa'

Sulle recenti parole del ministro Poletti [VIDEO] ha detto: "I curriculum normalmente non sono veritieri, noi ne abbiamo ricevuto da persone che dicono di parlare perfettamente inglese ma non era vero. Quindi ci avvaliamo di esperti che scelgono il personale. Quello che ha detto il ministro è un po' vero: quando abbiamo un collaboratore bravo gli chiediamo chi conosce di bravo, perché se uno è bravo conosce gente brava e se è scarso conosce gli scarsi. I curriculum servono a poco".

Sul tema dei giovani all'estero ha detto: "Quando sento che è difficile essere lontano da casa per un ragazzo di 24 o 25 anni penso che è incredibile: negli USA i ragazzi a 17 anni lasciano le famiglie e cercano una propria strada. Conosco ragazzi italiani arrivati a New York otto anni fa per fare i camerieri e oggi hanno 12 ristoranti.

Pubblicità

E' pieno di capitali che cercano investimenti, quando il capitale vede che ci sono ragazzi che hanno voglia di fare investono. E' ridicolo parlare del sacrificio di andare fuori casa: ma cosa vuol dire? Che vorrebbero andare a mangiare gli spaghetti con la nonna e la mamma tutte le domeniche? Se uno ha le palle va fuori, se uno ha voglia di fare va fuori. E' un sacrificio andare lontani da casa? Ragazzi, c'è gente che lavora 15-18 ore al giorno in città diverse con fatiche enormi, parlo di ragazzi italiani che si fanno un mazzo così" E poi ha aggiunto: "Si parla sempre di andare all'estero per studiare, ma io dico: andiamo all'estero per lavorare. Gli emigranti italiani che andavano all'estero con la valigia di cartone dormivano in 8 in una camera. Io mi ricordo che quando abbiamo iniziato i negozi Benetton negli Stati Uniti, venivano gli operai e dormivano nel negozio in cui lavoravano. Se mi si dice che 1300-1500 euro sono un traguardo, io non so come uno possa vivere con 1300 euro al mese sinceramente. Lo stipendio di un ragazzo che lavora nel mio ristorante a Londra è di 2500 steriline, mance escluse". E poi ha concluso: "Ragazzi non siate teorici, ma siate pratici. Non pensate all'evoluzione del mondo ma a trovare un posto di lavoro per mantenere la famiglia, pagare i conti e gli affitti". #Lavoro giovani #Università