La #banca d'Italia ha reso pubblici i dati sulla sua analisi periodica dei costi che i clienti del sistema bancario italiano pagano per la tenuta di un conto corrente in essere o l'apertura di uno nuovo. Secondo quanto comunicato dalla Banca d'Italia e riportato da Repubblica, la media su sei anni dal 2010 a tutto il 2015 si è ridotta di circa 8€ passando dagli 85€ circa del 2010 ai 77€ del 2015.

Pubblicità

Se però, si va a vedere l'isc, cioè l'indice sintetico di costo, che tiene conto dei prezzi dei servizi aggiuntivi al semplice rapporto di conto corrente, indicati nei fogli illustrativi distribuiti dalle varie filiali, il dato più che raddoppia passando a 157€ annui.

Pubblicità

Questo perché, come spiega anche la Relazione di Bankitalia, i prezzi dei fogli illustrativi sono più elevati, e di molto, di quelli normalmente applicati alla maggioranza della clientela. Anche se, fa notare sempre la Relazione, c'è una parte, considerevole, della clientela, pari quasi ad 1/4, che paga, annualmente, molto più dell'indice sintetico di costo.

Questo nel tempo ha portato anche a forti contrasti con la Comunità Europea, che più volte ci ha sollecitato a riequilibrare i prezzi dei servizi di conto corrente. Ecco il perché dell'analisi periodica della Banca d'Italia.

Gli italiani soffrono di scarsa informazione finanziaria

il paradosso è che le possibilità di risparmiare, anche in misura notevole, ci sono. Come messo in evidenza dalla relazione i costi maggiori vengono pagati dai correntisti di lunga data, il cui rapporto di conto corrente va avanti, inalterato, ormai da più di un decennio.

Pubblicità

E secondo le analisi e le stime effettuate, per poter ottenere i tanto agognati risparmi, non sarebbe necessario neanche cambiare istituto bancario. Infatti le offerte e le tariffe bancarie si sono aggiornate ai tempi, e molto spesso, basta recarsi nella propria filiale e, dopo essersi dovutamente informati, anche sulle pagine web dei vari istituti, rinegoziare vantaggiosamente il rapporto di conto corrente.

Nel dettaglio ciò che permette ai nuovi #Conti correnti di battere nettamente, per convenienza, i conti con più anni alle spalle, è un notevole abbattimento dei costi fissi di gestione, come le spese di tenuta del conto o quelle per la gestione del bancomat o della carta di credito, che molti istituti offrono completamente gratis sui nuovi conti. In alcuni casi anche i costi variabili sono cominciati a calare, ma questi solo a partire dal 2012, rispetto al periodo di sei anni considerato nell'indagine, e inoltre, molto gradualmente.

Comunque il dato che evidenzia il basso grado di conoscenza finanziaria degli italiani, che se migliorato consentirebbe una migliore gestione del loro rapporto di conto corrente, con i conseguenti risparmi, è dato dal fatto che i nuovi conti aperti nell'arco dei sei anni considerati, sono una percentuale irrisoria.

Pubblicità

Infatti solo quelli aperti nel ultimo anno sono meno dell'8%, rispetto al più 40% di conti aperti da oltre dieci anni.