Trasferta londinese del ministro dell'Economia e delle finanze, mercoledì scorso. In Inghilterra, Pier Carlo Padoan ha incontrato diversi operatori finanziari locali che, in vista della #Brexit, porteranno diverse attività fuori dal Regno Unito. Dal sito web del ministero si apprende che la "missione", finalizzata all'attrazione delle imprese e non solo, anche dei talenti, ha permesso a un massiccio numero di operatori di fare un interessante e proficuo "vis à vis" con Padoan.

Pubblicità

Presenti anche Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica, e i componenti dello staff. Inoltre, lo stesso ministro ha preso parte pure a un dibattito ospitato da Bloomberg, con Angelino Alfano, ministro degli Esteri; Giuseppe Sala, sindaco di Milano, e Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia.

Pubblicità

Quali scenari si prospettano?

Il viaggio a Londra è stato concepito per far conoscere la capacità italiana di operare in maniera coordinata. Tre, differenti, livelli: Comune, Regione, Governo. Tutto ciò a prescindere dalle aree politiche cosiddette di riferimento. Quali scenari si prospettano adesso? L'orientamento prevalente non lascia prevedere "un'altra Londra", almeno in questa fase. Gli operatori in questione potrebbero decidere d'intensificare le attività che li riguarano in diversi centri dell'Unione europea, evitando di concentrarsi in una stessa località. In tale contesto, Milano sembrerebbe godere di una certa considerazione nella scelta. Resta da verificare cosa pensano veramente dell'#italia, tali operatori, in merito alla tassazione d'impresa e alle regole del mercato del lavoro.

Pubblicità

L'Italia è competitiva su tale piano? Altrove potrebbero trovare di meglio, non solo sul fronte fiscale? E Milano resta sempre sullo stesso livello di altre, grandi, città di "portata globale" o negli ultimi anni ha perso terreno? Interrogativi che meritano necessari approfondimenti da parte di quanti decideranno di spostare alcune delle proprie attività dopo la Brexit. Dal sito web ministeriale si percepisce, comunque, un certo ottimismo sulle potenzialità d'appeal e d'immagine del nostro Paese e, nel caso specifico, di Milano.

Sbloccati 700 milioni di investimenti

Un operatore finanziario interessato a spostare un'attività dalle nostre parti non può non tenere conto anche della situazione locale. A tal proposito il recente sblocco dei 700 milioni d'#investimenti riguardanti Comuni, Province e città metropolitane potrebbe assumere un'importanza tutt'altro che trascurabile.

Pubblicità

Si tratta, nei dettagli, di spazi finanziari che sono finalizzati a favorire gli investimenti in tutto il territorio nazionale: in prima fila Lombardia 26,3 per cento e Piemonte 11,7. I settori: edilizia scolastica, 428 milioni; dissesto idrogeologico, 36 milioni; comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti, 23 milioni; adeguamento antisismico, 22 milioni; comuni che hanno effettuato processi di fusione entro il primo gennaio scorso, 20 milioni; comuni colpiti dal terremoto, 7 milioni; interventi di edilizia diversi, 164 milioni.