Il modello #isee negli ultimi anni ha assunto una rilevanza molto importante nella vita dei cittadini italiani. Ormai possiamo dire che il certificato Isee per milioni di italiani e per il lavoro di Caf, patronati e professionisti, ha una rilevanza seconda soltanto alle dichiarazioni dei redditi ed ai suoi modelli 730 o l’ex Unico PF. Modello importante perché serve per richiedere le più svariate prestazioni assistenziali o per i vari bonus spettanti alle famiglie, o per le numerose agevolazioni di cui consta la normativa vigente. L’argomento Isee, in questi giorni è al centro di una querelle tra Caf ed Inps per una convenzione scaduta e non rinnovata tra i due soggetti.

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Una questione che rischia di portare ad azioni forti da parte dei Centri di Assistenza Fiscale, azioni che rischiano di avere un impatto duro sui cittadini.

Stop al servizio

I Caf lamentano il fatto che l’#Inps non ha mantenuto gli accordi di rivedere una convenzione scaduta il 31 dicembre scorso. In pratica, si tratta del rimborso che lo Stato deve ai Caf per il servizio offerto ai cittadini. Il rinnovo di quella convenzione scaduta a fine 2016, era atteso per inizio anno, ma ancora non è stato ratificato. Fino ad oggi, fanno sapere dalla Consulta Nazionale dei Caf, con grande senso di responsabilità per i cittadini, i Centri in ogni comune d’Italia, hanno continuato lo stesso ad erogare il servizio, nonostante l’assenza di risposte da parte dell’Istituto di Previdenza Sociale.

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La misura però adesso è colma e in assenza di una pronta risposta da parte delle istituzioni, la Consulta ha stabilito la sospensione dei servizi Isee in tutto lo stivale a partire dal prossimo 15 maggio. Un danno grave per quei cittadini a cui serve il modello, spesso soggetti disagiati ed in situazioni economiche o di salute particolari. Il danno sarebbe grave se si pensa che molte domande di prestazioni assistenziali, per il loro regolare sviluppo, necessitano dell’Isee, senza il quale non si può nemmeno completare l’iter di presentazione. Domande che rischiano di arrivare alla loro naturale scadenza senza che il cittadino, anche se avente diritto, potrà presentarle.

Oltre il danno la beffa?

Il fatto che l’Isee sia un modello che si rivolge, nella stragrande maggioranza dei casi a soggetti in particolari condizioni di disagio, viene confermato dal carattere gratuito del servizio. In pratica, i Caf e tutti i professionisti abilitati, operano nei confronti del cittadino in maniera gratuita.

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Ecco perché serve la convenzione che stabilisca gli importi per singola pratica che lo Stato garantisce ai Caf. Ed ecco perché i Centri sono sul piede di guerra, anche alla luce dell’aumento di documentazione e tempo da dedicare alle singole pratiche, che la riforma dell’Isee del 2015 ha prodotto. Come riporta l’edizione di oggi 11 maggio, del noto quotidiano economico-politico-giuridico, “Italia Oggi”, sull’Isee si stanno valutando dei notevoli cambiamenti. Innanzi tutto, il Ministro del lavoro Poletti, ha ribadito l’idea di rendere la Dsu, cioè la dichiarazione sostitutiva unica che serve per richiedere l’Isee, precompilata. In pratica, la dichiarazione potrebbe contenere già i dati patrimoniali e reddituali delle famiglie che richiedono l’Isee. Si tratterebbe di estendere anche all’Isee il meccanismo del 730 precompilato che utilizza le banche dati di cui dispone il Fisco per inserire i dati già nei modelli. La notizia che fa più clamore però sarebbe quella di rendere l’Isee non più gratuito, ma a spese del cittadino. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma se questa è la soluzione ad una mancata convenzione tra Caf ed Inps, immaginiamo che le polemiche saranno feroci. #Dichiarazione dei redditi