Pubblicità
Pubblicità

Approvata dal Governo Monti con D.L. 6 dicembre 2011 la riforma delle #Pensioni Fornero, che porta il nome all'ex ministra Elsa Fornero che ne fu promotrice, è una delle leggi più contestate degli ultimi anni. Movimento 5 Stelle e Lega Nord hanno a più riprese proposto l'abolizione di tale legge trovando ampi consensi popolari, ma quanti sono nella realtà i cittadini che sanno veramente nel dettaglio cosa prevede questa legge? Vediamo cosa prevede.

I punti cardine della riforma Fornero

Innalzamento dell'età pensionabile, impiego del metodo contributivo e periodico adeguamento dei requisiti per accedere alla pensione collegato all'aspettativa di vita.

Pubblicità

Sono questi i punti salienti della legge Fornero, che ha riformato il sistema pensionistico. Una normativa che ancora oggi è dibattuta per i cosiddetti "effetti collaterali", che potrebbero verificarsi in futuro, visto che mentre l'età pensionabile è destinata ad aumentare, l'importo degli assegni è destinato a diminuire, come avevamo spiegato in questo articolo [VIDEO] di recente pubblicazione. La Riforma ha stabilito i requisiti per accedere all'agognato assegno previdenziale sulla base dell'età anagrafica, sostituendo le pensioni di anzianità con quelle "anticipate" e ha eliminato il sistema delle quote, che consistevano nella somma di età anagrafica e anzianità contributiva.

Estensione del metodo contributivo

La legge Fornero ha esteso il metodo contributivo a tutte le categorie di lavoratori, comprese quelle che la precedente riforma pensionistica - varata dall'ex Ministro Lamberto Dini nel 1995 - aveva escluso, e che continuavano a beneficiare del più vantaggioso sistema retributivo.

Pubblicità

Infine la Riforma ha aumentato l'importo dei versamenti contributivi per diverse categorie, come liberi professionisti, artigiani e commercianti. Una riforma sicuramente peggiorativa per i futuri pensionati, che ha mirato più a salvaguardare i conti pubblici che i diritti dei lavoratori.

L'avviso della Corte dei Conti

E' di questi giorni la notizia che la Corte dei Conti ha reso noto che un'eventuale modifica dei parametri sanciti dalla Legge Fornero esporrebbe i conti pubblici a "rischi di sostenibilità". E' quanto ha affermato il presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi durante un'audizione presso le commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato. La spesa pensionistica oggi equivale al 15,5% del Prodotto Interno Lordo nazionale, ed è destinato a toccare quota 18% tra il 2040 e il 2045, per poi tornare a scendere in modo significativo. I conti parlano chiaro: eliminare la Riforma Fornero e tornare indietro non sarebbe sostenibile [VIDEO]. A meno che - ovviamente - non siano trovate le risorse economiche per rendere sostenibile la retromarcia. Ma dove reperire queste risorse coloro che propagandano l'abolizione della legge Fornero per acquisire consensi, non ne parlano mai. #Inps