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Notizie buone e cattive per i #bitcoin. Gli aspetti positivi consistono nel fatto che la crescita di valore della criptomoneta non si arresta e ha riscontrato un nuovo massimo pari a 7.830 dollari,. Sul fronte negativo, la diffusione e la funzionalità dei bitcoin si scontrano con gravi problemi di sostenibilità tuttora irrisolti.

Il record e la scissione

La nuova impennata del valore era legata all'atteso "fork", si sta però registrando in queste ore una discesa dal massimo storico dovuta all’annuncio, da parte dei gestori della criptovaluta, che non ci sarà nessuna nuova scissione imminente per i bitcoin, operazione che sarebbe conseguita ad un progettato upgrade del software che avrebbe portato a un aumento della capacità dei blocchi della cosiddetta “blockchain”, il sistema che gestisce le transazioni effettuate, con un raddoppio a 2MB della dimensione del blocco che era stato programmato per il 16 novembre.

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La scelta di non effettuare l’upgrade è conseguenza dell’incapacità di aggregare tra gli utenti un consenso sufficiente all’operazione e dell’intento di non influire negativamente sulla crescita della criptovaluta con la divisione della community che sarebbe stata inevitabilmente causata dall’upgrade. Questo quanto dichiarato da Mike Belshe, ceo e co-fondatore di BitGo, uno dei promotori del progetto di upgrade. Tuttavia Belshe ha dichiarato di confidare nel fatto di poter raggiungere in un prossimo futuro il consenso necessario per il raddoppio della dimensione dei blocchi.

I problemi

L’aumento delle dimensioni dei blocchi era motivato dall’intento di consentire una maggior velocità nelle transazioni, cioè i movimenti tra portafogli virtuali, al fine di risolvere il maggiore problema riscontrato all’interno della community, quello appunto del tempo richiesto per il “mining”, per usare il termine in voga per definire l’estrazione e lo spostamento della criptovaluta.

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Con la decisione di non effettuare l’upgrade il problema risulta tuttavia ancora irrisolto. Un ulteriore problema è rappresentato dal dispendio energetico legato alle singole transazioni. Si è calcolato che il costo del bitcoin in termini energetici è arrivato a toccare 23,07 terawatt all’ora, che è pari all’incirca alla quantità di energia elettrica utilizzata dall’Ecuador ogni anno. Diversi attori sono al momento impegnati alla ricerca di soluzioni ai problemi menzionati ma al momento nulla si è concretizzato, con la conseguenza che la crescita dei bitcoin potrà incontrare delle difficoltà nel prossimo futuro.

La “Blockchain”

Le transazioni si basano sulla cosiddetta “blockchain”, un registro delle transazioni caratterizzato dal fatto che i dettagli di ogni movimento sono trasmessi all’interno di una rete di computer collegati e duplicati in migliaia di documenti identici. Il requisito per il funzionamento del sistema è che nessun computer della rete possa essere manomesso al fine di aggiungere transazioni al registro, ciò per evitare che chiunque possa “battere moneta” autonomamente.

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Per garantire il soddisfacimento di questo requisito, il processo di autenticazione delle transazioni è molto lungo e complesso, richiedendo una grande potenza di calcolo da parte di tutti i computer della rete e conseguentemente, tempo ed energia.

Origine dei bitcoin

La moneta elettronica bitcoin [VIDEO] è stata creata nel 2009, a partire da un’idea presentata su Internet a fine 2008, da un anonimo inventore che fa uso dello pseudonimo Satoshi Nakamoto. Per convenzione, il termine Bitcoin, con l'iniziale maiuscola, si riferisce alla tecnologia e alla rete, mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé. #criptovalute