Ancora una volta il futuro dell'Europa viene messo in discussione. Dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Europa, attraverso la Brexit, anche la Germania sta manifestando l'idea di staccarsi in un certo modo dalla Comunità Europea.

Le dichiarazioni di Roland Berger

Il consigliere della cancelliera della #Germania, Angela Merkel, ha in un certo senso dichiarato il fallimento dell'#euro. Secondo Berger, alla base del fallimento della moneta ci sono proprio quel pressuposti per la quale era stata fondata. Ecco le sue dichiarazioni "All'inizio si pensava che il tasso di cambio all'ingresso avrebbe potuto garantire che la diversa competitività dei Paesi europei si sarebbe potuta correggere.

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Oltre a ciò si è aggiunto che le basi del progetto erano costuite sul trattato di Maastricht, ma che dall'introduzione dell'euro le sue regole sono state apparentemente violate almeno 165 volte. Inoltre si pensava che si sarebbe potuta avviare sia una politica economica che di bilancio dell'area monetaria, che avrebbe portato a risultati coordinati". Al momento la situazione economica dell'Europa vive in un grande paradosso, con le politiche della Bce adeguate, secondo il tedesco Berger, ciò accade per il 75% dei Paesi membri, ma non per il paese tedesco, che cresce di più rispetto agli altri, e quindi si sente in un certo modo penalizzato dalle regole europee. "Ed ora si corre davvero il rischio di perdere competitività essa stessa, perché ormai il tasso di cambio dell'euro risulta troppo debole.

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La nostra economia dipende al 50% dall'export, dunque la competitività risulta mondiale".

La possibile soluzione

Il consigliere comunque ha in testa una clamorosa soluzione, quella di un assurdo ritorno del Marco nella terra tedesca. Ecco le sue ultime parole "Il mondo delle imprese è ormai abituato a continue rivalutazioni, per questo investe continuamente, con lo scopo di guadagnare produttività. Questa esigenza adesso sembra essere futile. Il tasso di cambio non riesce più a dare un contributo alla Germania, riesce solamente ad aiutare, in minima parte l'export.