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Da diversi anni assistiamo agli sbarchi sulle nostre coste di migliaia di persone provenienti dal continente africano. Negli ultimi 2 anni l'#immigrazione è diventata un punto di scontro in Europa. L'Italia è allo stremo. Abbiamo visto arrivare quasi 100 mila persone quest'anno, un aumento del 10 per cento rispetto al 2016 (dati del Ministero degli interni).

Ma mentre l'Italia ha l'infrastruttura per gestire la pressione, la sua politica non può. Con le elezioni che si terranno entro la primavera del prossimo anno, e ancora nessuna fine in vista per la crisi migratoria, la situazione è diventata una vera e propria emergenza per i suoi politici che corrono ai ripari con il nuovo codice per ONG che soccorrono i #migranti in mare.

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L'Unione europea ha già fornito un sostegno economico e logistico cruciale, ma le richieste di Roma di fare qualcosa di più sono tutt'altro che irragionevole. Il numero dei migranti che entrano in Europa è aumentato in modo esponenziale, e il flusso non mostra alcun segno di cedimento. Le circostanze sono cambiate e l'UE deve adattare le sue regole di conseguenza. L'Italia è in grado di gestire l'emergenza immediata, ma l'Unione Europea deve fare di più per affrontare le cause della crisi. Roma è stata lasciata da sola. Anche se l'UE offre sostegno finanziario, la Francia, la Svizzera e l'Austria alzano barriere sui loro confini per evitare “l'invasione”.

Perchè così tanti migranti?

Il problema ha le sue radici nella pressione demografica verso nord dall'Africa e, in misura minore, dal Medio Oriente e dall'Asia Centrale.

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Sono circa 2 milioni i #Rifugiati e i migranti economici che sono giunti in Europa tra il 2015 ed il 2016. Anche se i conflitti in Siria e Sud Sudan, che hanno causato enormi migrazioni, saranno gestiti e risolti nei prossimo futuro, gli esperti stimano che decine di milioni di persone cercheranno di raggiungere l'Europa nel corso dei prossimi due decenni per una serie di motivi: demografia, povertà, cambiamento climatico, politiche e conflitti etnici.

Il problema però, al momento, non è dell'Europa, è solo dell'Italia. Il 75% dei migranti arriva da noi ma allo stesso tempo non vuole restare. Molti di loro sono partiti per raggiungere amici e familiari in Germania, Francia, Regno Unito e tentano in tutti modi di scappare alimentando il traffico di clandestini nei tir e furgoni che attraversano le frontiere.

Quale potrebbe essere la soluzione?

Finora l'Unione Europea ha affrontato la crisi migratoria cercando di risolvere il problema alla meglio. L'accordo con la Turchia ha chiuso la rotta dei Balcani.

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Ha intensificato le operazioni di sicurezza di confine. Ha creato hotspot in Italia e in Grecia. Ma ciò che Bruxelles non ha ancora fatto è affrontare il problema alla radice: in Libia e nei paesi di provenienza dei migranti.

L'UE deve fare tre passi principali. In primo luogo, rivendicare la proprietà di un processo di riconciliazione e di stabilizzazione della Libia. In secondo luogo, avviare un programma sistematico di rimpatrio forzato per i migranti economici. E in terzo luogo, negoziare con i paesi africani, offrendo notevoli opportunità di aiuto e di creazione di posti di lavoro in cambio di impegni seri per arginare l'immigrazione clandestina.

Inutile dire che tali sforzi sarebbero di grande aiuto nel contrasto al traffico di esseri umani e nel ridurre il numero di persone che perdono la vita nel lungo viaggio attraverso il deserto e il Mediterraneo.

Nessuna di queste misure salverà l'Italia e lo scontento nazionale, ma sarebbe di grande aiuto nel dimostrare che la solidarietà europea esiste perché molto spesso ci dimentichiamo che i migranti sono essere umani e non numeri.