La Legge di Stabilità o di Bilancio come è stata ribattezzata per il 2017 ha previsto una nuova misura del pacchetto famiglia. Si tratta di una agevolazione per le famiglie che hanno in arrivo un lieto evento come la nascita di un nuovo figlio. Una erogazione una tantum per le mamme che non va confusa con le altre misure previste dal nostro ordinamento. Ecco perché è necessario fare chiarezza per capire come fare ed a chi si rivolge l’incentivo.

Una misura diversa dalle altre

Negli ultimi anni le famiglie italiane hanno potuto sfruttare una serie di agevolazioni, incentivi e bonus relativi alla nascita o adozione di un nuovo figlio.

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Il bonus bebè per esempio, quello che ogni mese eroga 80 euro a famiglia o 160 per situazioni reddituali più precarie. Restano ancora in vigore i premi alla nascita previsti dalla maternità dei comuni per continuare con gli esempi. La misura nuova prevista dalla manovra finanziaria che è stata pubblicata lo scorso 23 dicembre e che dal 1° gennaio è in vigore si differenzia dalle altre sotto un punto di vista molto importante. Le misure previste oggi sono bonus erogati dopo la nascita del pargolo, mentre il bonus mamma domani, come si evince dalla definizione ad essa attribuita, è un premio alle mamme prima ancora che il parto abbia luogo. La misura infatti è erogabile dietro presentazione della domanda alle mamme che arrivano al 7° mese di gravidanza, cioè quando la stessa ha le maggiori possibilità di andare in porto positivamente.

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La misura rientra senza ombra di dubbio nel pacchetto di aiuti alle famiglie ma per il Governo, deve servire da incentivo alle nascite, visto che negli ultimi anni c’è stato un sensibile calo del numero dei neonati.

Cifre, beneficiari e altre informazioni

Il comma 1 dell’articolo 48 della Legge di Bilancio prevede per le mamme, che come dicevamo, si trovano al 7° mese di gestazione, un premio una tantum da 800 euro a figlio. Un bonus erogato in unica soluzione e solo per una volta alle mamme in attesa. Per i casi di adozione invece questo incentivo viene concesso all’atto dell’adozione. L’ente erogatore dello stesso sarà l’#Inps ed è proprio all’Istituto di Previdenza che si inoltreranno le istanze. Le domande non possono essere ancora fatte, ma probabilmente dopo le feste natalizie e quindi dopo la Befana, l’INPS uscirà con una circolare esplicativa che presenterà anche la relativa procedura operativa. Dalla norma così come è stata inserita in Legge di Bilancio non compare nessun collegamento all’ISEE. Questo significa che il bonus non è un aiuto a famiglie disagiate o con problemi sociali, ma solo un incentivo per chi ha il coraggio di ampliare la propria famiglia. Non ci sono vincoli reddituali per poter presentare domanda e il bonus non concorrerà alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali. #bonus bebè #maternità