Il panorama normativo italiano prevede già diverse misure rivolte a famiglie con figli a carico, ma quasi tutte sono frammentarie, non omogenee e creano differenze di trattamento tra soggetti. Ecco perché dalla politica arrivano indicazioni e proposte che mirano a modificare la materia. Tra queste, l’assegno universale per i figli a carico, ma anche altre importanti agevolazioni, quasi tutte riguardante l#Iva che comunemente viene pagata per i prodotti utili ai neonati ed alla prima infanzia.

Dopo mesi di stop, il Disegno di Legge 1473 con primo firmatario il senatore piemontese del PD, Stefano Lepri è alle prese con gli emendamenti delle Commissioni in Senato e sembra che ci sia tutto l’interesse a terminare quanto prima l’iter per passare alla valutazione ed eventuale approvazione della novità.

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Assegno unico

La novità più importante è senza ombra di dubbio l’assegno universale per figli a carico. Per la prima volta una misura che comprende anche i lavoratori autonomi e addirittura gli incapienti, che non versando tasse all’erario, non possono scaricare e sfruttare le agevolazioni presenti oggi. Si tratterebbe di una misura unica che verrebbe erogata in base all’Isee delle famiglie e coprirebbe quelle che hanno figli a carico fino a 26 anni di età.

La misura, almeno per quello che si legge nella bozza e nelle varie proposte correttive, utilizzerebbe un meccanismo a scala, che partirebbe con 200 euro al mese per ogni figlio di età inferiore a 3 anni. Si scenderebbe a 150 euro al mese fino alla maggiore età e 100 euro al mese tra i 18 ed i 26 anni di età.

Come dicevamo, il parametro reddituale sarebbe commisurato all’Isee, anche se si prevedono soglie piuttosto alte per allargare quanto più possibile la platea dei beneficiari.

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Alle famiglie con Isee fino a 30 mila euro, gli importi prima citati sarebbero erogati per intero, mentre per Isee fino a 50 mila euro gli importi dovrebbero ridursi a circa la metà. I valori Isee poi dovrebbero innalzarsi di 5 mila euro per ogni figlio in più a carico.

Dal punto di vista delle coperture, i conti sembrano vertere sulla necessità di trovare 2 miliardi per il primo anno di applicazione dell’assegno universale e 4 miliardi per il secondo, fermo restando che si conta di risparmiare molto dalla soppressione di tutte le altre misure oggi vigenti, che sarebbero sostituite dalla novità all'esame del Parlamento.

Altre proposte

Si valuta anche l’idea di contenere i prezzi dei prodotti per bambini a partire dai pannolini, agli omogeneizzati e anche ai passeggini, culle e lettini. La soluzione al vaglio delle Commissioni in Senato sarebbe la riduzione dell’Iva che scenderebbe al 4%.

Sempre con le stesse soglie di Isee valide per l’assegno universale, si pensa di creare un credito di imposta per abbattere le tasse annuali da pagare, destinato alle spese per la baby sitter.

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Una agevolazione che spetterebbe alle famiglie (italiane o comunitarie residenti nella penisola) con entrambi i genitori lavoratori, oppure dove è presente una ragazza madre.

Un occhio anche alle scarse nascite, con un meccanismo incentivante che prevede bonus ed incentivi già a partire dal settimo mese di gravidanza, come già previsto dallo sperimentale premio alla nascita, meglio conosciuto come #bonus mamma Domani.

Si cerca inoltre di ampliare la platea di soggetti da considerare a carico, aumentando la soglia di reddito del soggetto a carico fino ad 8 mila euro e non come oggi, dove un figlio non risulta più fiscalmente a carico con reddito proprio di poco superiore a 2.800 euro. Tra le altre cose, credito di imposta anche per le famiglie con componenti anziani e che necessitano dei servizi di una badante o colf. #bonus bebè