Ha avuto un grande successo la mostra "Scenari", rassegna curata da Carlo Franza che ha ospitato nel Plus Florence di #Firenze sei artisti diversi e originalissimi. Non è una novità parlare d'#Arte nel quadro fiorentino in cui lo Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea ha deciso di ambientare l'iniziativa, che ha visto protagonisti sei artisti diversi, in uno spirito di rinnovamento che lega il passato e la grandezza della tradizione con la "culla del rinascimento"..

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Tale iniziativa incarna per il critico d'arte contemporanea una passaggio inevitabile di testimone, il lascito di un humus culturale incancellabile e presente nel DNA di una città che ha rappresentato quanto di più eccelso in ambito artistico: vuole tutelare questo passaggio, adescare nuovo adepti, e, perché no, ripristinare una coscienza alla bellezza artistica nel moderno panorama della comunicazione globale. Nell'interesse di Franza c'è la volontà di guidare questo passaggio inevitabile per una giusta comprensione di noi stessi, rimescolando se necessario linguaggi vecchi con quelli nuovi; avvalendosi di un occhio moderno per indagare il passato e gli eventuali legami con il mondo tecnologico che ci circonda.

Alla ricerca di una verità sotterranea, che per Franza è sostanzialmente alla base del nostro modo di percepire presente e passato. I sei artisti scelti da Franza sono come sempre i veicoli di un linguaggio destrutturato, unico ognuno a loro modo.

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In questa rassegna erano presenti: Menotti Lerro, Pinuccia Mazzocco, Francesco Sciaccaluga, Eugenia Serafini, Roberta Agostini Kalì, Danilo Cantaro.

Universi di Cielo e di Terra

L'artista a chiudere la rassegna di Franza è Eugenia Serafini, con la #mostra "Universi di Cielo e di Terra". Dice Franza: "da un po' di tempo questa artista mira a raccontare con la sua opera la salvaguardia del mondo e dell'ambiente, descrivendone con i colori la natura e con le sue originali istallazioni, un creato ricco di meraviglia e bellezza". Un artista che, secondo Franza, in modo quasi fanciullesco, ci riconsegna un mondo dimenticato, patrimonio del nostro "corredo genetico perduto". Sono presenti nelle opere dell'artista Serafini, Docente all'Accademia di Belle Arti di Carrara e scrittrice nata nel 1946 a Tolfa (un piccolo borgo etrusco), legami archetipici che avevamo dimenticato, o rimosso. Per Franza, le opere dell'artista di Tolfa, rappresentano un creato ricco di bellezza, di poesia. Non mancano tuttavia contingenze con i delicati temi di attualità: l'odissea sempre attuale delle "moderne migrazioni di massa", dei popoli in viaggio verso la salvezza, della miseria umana. D'altronde, il compito dell'arte, rivendica Franza, è proprio quello di "aprire nuove finestre sul mondo".