22 febbraio 1987 - 22 febbraio 2017. Trent'anni senza #AndyWarhol. Trent'anni di commemorazioni, di elogi e di #Arte a lui ispirata. Trent'anni in cui sono cambiati stili, ideali, generazioni. Eppure una stampa di Marylin colorata o una scatola di zuppa al pomodoro disegnata su una maglietta sono facili da trovare, anche nei piccoli mercatini di quartiere a prezzi stracciati.

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Tutti quelli che si trovano a comprare un qualsiasi oggetto marchiato Warhol sanno sempre chi sia l'artista originale? ma soprattutto perché è ancora tutto "alla moda"? Perché Andrew Warhola, americanizzato Andy Warhol, ha fatto proprio un ottimo lavoro..

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E' riuscito a rendersi artista 'contemporaneo', cioè è riuscito ad avere ragione anche in una realtà futura alla sua esistenza, che lui non poteva conoscere. La sua filosofia, alimentata dall'interesse per l'arte "meccanica", rispecchia perfettamente le necessità che la nostra società mostra: vogliamo essere tutti speciali, vogliamo che tutto sia arrivabile e non accettiamo che solo "alcuni" possano avere dei privilegi, ma non per senso di giustizia distributiva, semplicemente perché anche noi vogliamo avere la stessa possibilità di goderne.

Così Warhol cosa fece? Rese l'accessibile, il quotidiano, il semplice e l'utile un opera d'arte: "Mentre guardi alla TV la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Cola-Cola, e anche tu puoi berla..Tutte le Coca-Cola sono uguali e tutte le Coca-Cola sono buone." Una bottiglia di Coca cola, una zuppa al pomodoro, una scatola di panni per asciugare, questa è l'arte per Warhol: ciò che attira, che fa pubblicità, che è popolare.

E come poter considerare allora su due piani differenti il consumatore? Andy non lo permette, per questo nelle sue opere tratta Mao Zedong, Liz Taylor, Giorgio Armani nello stesso modo in cui tratta i trans fotografati in un night-club newyorkese: fanno tutti parte della stessa società consumistica che tanto lo affascina..

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La mostra Andy Warhol - Pop Art

#genova ha l'onore di ospitare, fino al 26 febbraio 2017, a Palazzo Ducale la mostra "Warhol - Pop Society" in occasione del trentesimo anno dalla scomparsa prematura dell'artista. Una mostra Pop, dal colore delle pareti ai temi in cui è stata divisa, coerenti con la filosofia di Warhol, che vanno dalle "icone" al rapporto tra Andy e l'Italia, alla fondamentale polaroid, alla pubblicità. Troviamo le realizzazioni più disparate (e colorate) dell'artista: celebri capolavori, tele particolari (come "Piss Painting" o "Chocolate"), disegni risalenti al periodo da vetrinista, fotografie di Andy stesso, del circolo della Factory, di personagi famosi e non.

Guidati dalle tematiche, veniamo trasportati all'interno di una dimensione vivace, che puà sembrare del tutto superficiale, ma che in realtà lo è sono in parte, perché se da un lato è vero che per conoscere Andy Warhol bisogna "guardare alla superficie dei suoi quadri e dei suoi film" perché "non c'è niente a parte questo", dall'altro questa sintonia e coerenza di pensiero con la nostra società lascia intendere che il lavoro del padre della Pop Art non sia altrettanto superficiale..

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Andy Warhol è riuscito nel suo intento di comunicazione globale senza distinzioni a tal punto da risultare totalmente lungimirante e parlare anche per le società a lui future. Se non è arte questa...