Fino a poche settimane fa era stato escluso un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie per Conti correnti o conti deposito, ma alla fine il Governo ha cambiato idea e non risparmierà nemmeno questi conti. Restano così esclusi dall'aumento della tassazione dal 20 al 26% soltanto i buoni fruttiferi postali. libretti postali e i titoli di stato.

Aumento tassazione Conti correnti dal 1 luglio

Per trovare i fondi necessari al bonus irpef di 80 euro e al taglio dell'Irap il Governo ha deciso di aumentare la tassazione delle rendite anche sui conti correnti e deposito che aumenterà di ben 6 punti percentuale passando dall'attuale 20% al 26% a partire dal 1 luglio 2014. Non solo quindi investimenti in oro, Forex, azioni o altre operazioni di borsa, ma anche i conti normali saranno tassati.

Ovviamente cambierà poco per i conti correnti, visto che attualmente quasi nessuno garantisce rendite finanziarie elevate (gli interessi maturati in un anno sono quasi nulli), tanto che secondo uno studio della Cgia, su un #conto corrente con 12000 euro depositati l'aumento da pagare sarà circa un euro all'anno.

Tassazione conti deposito sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%

Va sicuramente peggio per chi è possessore di un #conto deposito, perchè in questo caso l'aumento della tassazione gli farà pagare ogni anno cifre più importanti sulle rendite finanziarie. Mediamente ad oggi un conto deposito può offrire circa il 2,5-3% di interessi annui (in alcuni casi con vincoli lunghi anche di più), e questo vuol dire un interesse al netto della tassazione di circa il 2-2,4%.

Con l'aumento della tassazione sui conti deposito al 26% gli interessi netti maturati (prendendo sempre come esempio un conto che da il 2,5-3%) scenderanno a 1,85-2,96%.

Per fare un esempio pratico che farà capire a tutti la situazione, un conto deposito con 10.000 euro investiti oggi incassa mediamente tra i 250 e i 300 euro all'anno di interessi, mentre dal primo luglio 2014 con la tassazione al 26% incasserà soltanto più tra i 185 e i 296 euro all'anno. In pratica colpirà i piccoli risparmiatori e le famiglie che dovranno pagare anche sulle loro piccole rendite. Voi cosa ne pensate?