Il segreto bancario in Svizzera (e a Singapore) ha i giorni contati, visto che finirà dal 2017: questo perchè la Confederazione Elvetica ha firmato con l'Ocse l'adesione al protocollo per lo scambio automatico di informazioni bancarie. Inoltre, per quel che riguarda il rientro dai capitali all'estero non dichiarati al Fisco italiano, in Svizzera ma non solo, il governo Renzi sta pensando a nuove norme per la voluntary disclosure, nonostante siano ancora "freschissime" quelle elaborate dal precedente governo Letta. In ogni caso nessun condono fiscale ma sanzioni più lievi che in passato: d'altra parte, per gli 80 euro in busta paga e le stime sulla crescita economica l'esecutivo si è basato anche sulle stime del rientro di capitali all'estero...

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Fine del segreto bancario in Svizzera e Singapore

La lista dei paradisi fiscali perderà dal 2017 Svizzera e Singapore, in quanto i due Stati hanno firmato l'accordo con l'Ocse per le nuove norme sulla trasparenza fiscale volute dagli Stati Uniti.

Dal 2017 quindi nelle banche svizzere e in quella del micro-stato asiatico non si potrà più aprire un conto corrente o un conto deposito senza dichiarazione preventiva di "tassazione assolta", fatta sotto la responsabilità anche penale dal cliente. Inoltre, in caso di richieste da parte delle autorità fiscali estere le banche dovranno informare sulla situazione patrimoniale dei propri clienti.

L'intesa sulla fine del segreto bancario riguarderà 44 paesi che già hanno aderito al protocollo e si pensa anche che potranno aggiungersi Russia, Cina, Brasile, Indonesia.

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Comunque la lotta all'evasione fiscale internazionale è solo all'inizio perchè le autorità fiscali dei vari Paesi stanno elaborando altre iniziative per il futuro.

L'invio di informazioni da parte di banche e intermediari finanziari alle autorità fiscali comincerà nel 2017. Con questo accordo Ocse si impone ai clienti di autocertificare la propria residenza fiscale e la due diligence senza alcuna esenzione in base alle liquidità depositate nel conto.

Rientro capitali dall'estero, il governo Renzi elabora nuove regole

Come già detto settimane fa, il governo Renzi è intenzionato a modificare le norme sulla voluntary disclosure approvate dal governo Letta: la scorsa settimana in Commissione Finanze alla Camera sono inizati i lavori per la nuova legge.

In sintesi, le nuove regole sul rientro dei capitali all'estero non dichiarati al Fisco prevederanno la riorganizzazione delle sanzioni amministrative e penali, la fissazione dei limiti all'utilizzo delle informazioni ottenute dalle autorità fiscali e i metodi di calcolo della base imponibile per quei redditi che i contribuenti ammetteranno essere stati sottratti a tassazione in Italia.

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Entro luglio il governo Renzi prevede l'approvazione del pacchetto sulla voluntary disclosure e spera che il nuovo impianto sanzionatorio, che se non sarà un condono fiscale comunque sarà più easy che in passato, porti davvero ad un rientro dei capitali detenuti illegalmente all'estero.

Perchè? Semplice, perchè i conti che il governo Renzi ha fatto su crescita, taglio delle tasse per gli 80 euro in busta paga e tanto altro si basano anche sulle STIME fatte sulla voluntary disclosure...