Una delle prime misure introdotte dal Governo Renzi è stato l'adeguamento della tassazione sulle rendite finanziarie. Un intervento ritenuto necessario per garantire l'adeguamento delle aliquote italiane a quelle europee. Infatti, l'aumento delle tasse sulle rendite da capitale e sugli interessi è la tendenza in auge in altri paesi europei come ad esempio in Francia, dove i risparmiatori sopportano un peso effettivo sui risparmi del 39% e in Germania, la quale impone ai suoi cittadini un'aliquota del 26,3%.

Stima delle entrate - Con il decreto il Governo percepirà entrate per circa 775 milioni di euro per l'anno 2015.

La stima è calcolata prendendo come riferimento la presenza di circa 692 miliardi di euro nei depositi bancari (di questi, 470 nei conti correnti), 341 miliardi nei depositi postali (di cui 27 nei ccp). Nel 2016 le entrate saliranno a 1.1 miliardi. Nel complesso, il Governo prevede di incassare in due anni quasi tre miliardi con l'aumento dell'aliquota.

Decreto 66/2014 - Il decreto (art.3) stabilisce l'aliquota del 26% per la tassazione sulle rendite finanziarie (attualmente tassate con aliquota al 20%), in particolare per le ritenute e per le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento, nonché sui redditi diversi tra i quali rientrano:

- gli interessi e altri proventi derivanti da conti correnti e depositi bancari e postali, gli interessi derivanti da obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie;

-i proventi di polizze vita;

-i dividendi;

-le plusvalenze e minusvalenze non qualificate.

Quindi, in sostanza, il decreto prevede che, dal prossimo 1 luglio 2014, gli interessi maturati sui conti correnti, sui depositi postali, sui fondi d'investimento, sulle obbligazioni verranno tassati alla fonte del 26%, innalzando le imposte sui risparmi fino al 30%.

Calcolo aumento - Con la prossima aliquota del 26% (da un'elaborazione dati Bankitalia e ABI) i conti e i depositi subiranno il seguente aumento: ponendo una giacenza media di Euro 14.000 ad un tasso di interesse dello 0,13%, gli interessi ammontano a 18 euro circa. L'attuale ritenuta sugli interessi al 20% corrisponde ad euro 3.60 mentre dal 1 luglio 2014, con la ritenuta al 26%, corrisponderà al 4,68 euro, e ciò si traduce in un aumento per il risparmiatore di euro 1,08 euro in più. Ancora più gravoso è il costo per un investitore in azioni o obbligazioni che, oltre all'incremento totale del 30% sulle imposte sul profitto generato, pagherà anche l'imposta di bollo sul conto titoli, che è dello 0,20% annuo, e, in più, un ulteriore esborso previsto dalla Tobin Tax se la transazione riguarda titoli italiani ad elevata capitalizzazione ed indici italiani.

Bot e Btp - I Bot e i Btp, non vedranno penalizzata la loro tassazione che rimarrà ferma al 12,5%, così come le forme di previdenza complementare, come i fondi pensione, non subiranno alcun ritocco al rialzo e la tassazione rimarrà ferma all'11%.

Effetti - Quali gli effetti possibili? Come si orienteranno gli investitori e risparmiatori? Per gli addetti ai lavori vi sarà, innanzitutto, una mancata allocazione del risparmio nel medio-lungo termine e, soprattutto, una diversa allocazione dell'investimento. Le banche hanno gridato al pericolo, temendo la chiusura di conti correnti e la fuga di capitali verso altri Paesi. #Matteo Renzi #Titoli di Stato