In un'epoca dove tutto è precario, lavoro compreso, risulta sempre più difficile immaginare un futuro contributivo e pensionistico soddisfacente. Se poi le prospettive si spostano sul breve periodo, mettere da parte qualche soldo per il futuro risulta complicato, se non addirittura impossibile. Tuttavia, qualche spiraglio per costruirsi un capitale anche piccolo, da spendere a medio termine o da utilizzare per integrare una pensione magari minima, c'è ancora ed è costituito dai piani di accumulo su fondo obbligazionario.

Il concetto è semplice: accantonare mensilmente una piccola cifra, tra i 50 e i 100 euro, da versare attraverso una banca o un'assicurazione in una specie di "salvadanaio" virtuale, a scadenza prefissata in base alle esigenze del lavoratore.

Si tratta di un investimento relativamente sicuro, a patto che il fondo sia per lo più costituito dalle cosiddette obbligazioni (ovvero i titoli di Stato), le quali hanno un andamento costante nel tempo e meno turbolento delle azioni. Per il risparmiatore, in particolare se giovane e senza reddito fisso, è sicuramente più accessibile dell'investimento in mattone, in quanto può basarsi in un deposito di piccole somme, oppure di un'unica cifra annuale concordata con la compagnia a cui ci si rivolge. L'importante è rivolgersi a un professionista serio e affermato, senza farsi tentare da facili prospettive di guadagno.

Un'idea alternativa, rivolta soprattutto a quanti hanno un lavoro fisso anche con stipendio minimo, può essere spostare il proprio TFR sui fondi di categoria sindacale o presso la previdenza privata.

Si tratta di una duplice forma di tutela, in quanto garantisce al lavoratore un versamento regolare della somma e garantisce un rendimento minimo. Inoltre, questo eviterebbe che finiscano nel fondo istituito dall'INPS per i TFR lasciati in azienda, quando questa ha un organico superiore ai cinquanta dipendenti. In quest'ultimo caso, versare il TFR nel fondo di categoria sindacale potrebbe rivelarsi la decisione migliore. Anzi, talvolta questa scelta è incentivata dalle aziende stesse attraverso versamenti aggiuntivi e benefits.



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