I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) sono i paesi emergenti, quelli in cui si è scommesso molto e si pensa che nei prossimi anni diventino potenze mondiali a livello economico. Per un investitore con un profilo di rischio medio alto e che decida di investire in mercati diversi e internazionali, puntare su questi paesi potrebbe essere una buona scelta per il futuro. Ad oggi il Brasile sembra essersi fermato dopo un periodo d'oro, mentre la Russia, a causa di un rallentamento dell'economia e problemi politico sociali, non è più un mercato in cui investire.

L'India invece ha fatto particolarmente bene, difatti sono molti i fondi dedicati a questo paese che hanno avuto performance a due cifre, anche 75% di crescita, dunque ormai i prezzi sono già troppo alti per pensare di acquistare.

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La Cina può essere una buona idea ma un mercato meno conosciuto, di dimensioni ridotte ma con buone opportunità è quello sudafricano.

Uno strumento adatto ad un investitore straniero è quello dell'ETF: un fondo che raccoglie azioni di aziende del paese. Tali azioni sono bilanciate in modo da offrire uno strumento solido e rappresentativo della realtà economica del mercato su cui si vuole investire. Anche con a disposizione una cifra non elevata è possibile investire nel paese diversificando il proprio investimento e affidandosi a professionisti che hanno creato il fondo ETF.

Propongo di valutare l'acquisto dell'ETF "Lyxor Ucits ETF South Afr Ftsa Jsetop 40". La dicitura indica il nome della società di investimento che lo propone, la Lyxor, e che l'ETF si concentra sulle 40 imprese più importanti in Sudafrica.

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Oggi, 4 marzo, il titolo è quotato a 37,135 euro sulla borsa italiana. Dall'inizio dell'anno la performance è stata di +14,8% ma il titolo sta continuando da anni il suo lento ma continuo trend positivo.

Le raccomandazioni sono le seguenti:

  • l'investimento è da considerarsi di lungo periodo, almeno un anno
  • monitorare il prezzo dell'oro e in genere quello delle materie prime
  • il cambio euro/dollaro: una eventuale ulteriore perdita dell'euro sul dollaro sarebbe un fattore negativo per l'investimento

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