Dopo un lungo periodo di instabilità politica e la conseguente crisi del turismo, l'Egitto sembra essere tornato un mercato destinato a crescere rapidamente. Il nuovo piano di riforme, varato dal Governo un anno e mezzo fa ha, infatti, diminuito la disoccupazione liberalizzando diversi settori e creando, dunque, una nuova classe di consumatori.

Importanti agevolazioni fiscali per gli investitori stranieri

Il piano di riforme, economiche e politiche, ha puntato decisamente sugli investimenti stranieri, attraverso un maxi emendamento della legge sugli investimenti che ha aperto agli investitori stranieri diversi settori come: automotive, packaging, elettronica, ingegneria edile ed energie rinnovabili.

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Sono state, inoltre, inserite diverse sovvenzioni per gli investitori stranieri, ad esempio: garanzie contro la nazionalizzazione e la confisca; abolizione del controllo sui prezzi da parte dello Stato; libero trasferimento dei profitti; riduzione dei dazi doganali sulle importazioni dei macchinari necessari per la produzione (0-10%), per le materie prime e per altri strumenti indispensabili per la produzione (0-30%).

Il Ministero per gli investimenti egiziano ha istituito, altresì, il One Stop Shop, uno sportello unico i cui compiti principali sono agevolare e semplificare il processo burocratico dell'investimento in Egitto. Tale sportello si interfaccia con 53 uffici ministeriali per conto degli investitori stranieri, risponde alle richieste di informazioni e riceve i documenti concernenti la costituzione delle società in base a quanto prescritto dalla legge.

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Ad attrarre gli investimenti stranieri sono anche le nuove zone economiche speciali, le quali garantiscono agevolazioni fiscali ed esenzioni doganali agli imprenditori. Le società che decidono di investire in tali zone sono soggette, infatti, a bassa tassazione e ad aliquote fiscali privilegiate. L'imposta sul reddito ha un'aliquota pari al 10% sulle entrate nette, mentre è del 5% sui salari. L'import di beni, attrezzature e materiali industriali è esente da tassazione doganale e di vendita e non necessita neppure di autorizzazioni. Dal punto di vista giuslavorista sono previste, inoltre, agevolazioni per lo scioglimento dei contratti di lavoro e la possibilità di creare un sistema speciale di previdenza sociale e del lavoro.

Infine, il Governo ha espresso più volte la volontà di privilegiare lo sviluppo dei grandi progetti e delle green city. A tal proposito, si stanno varando diversi progetti al fine di costruire nuovi parchi industriali sulle rive del nuovo Canale di Suez, inaugurato pochi mesi fa, che sta aumentando sensibilmente il mercato marittimo.

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I progetti riguarderanno in particolar modo la logistica, l'industria ittica e le infrastrutture e saranno valutati anche in base alla loro sostenibilità ambientale. Oltre allo sviluppo di tali settori saranno concesse licenze per la ricerca di nuovi giacimenti di petrolio e gas naturale.

In conclusione, oltre a tali elementi, il basso costo della manodopera (3-5 euro l'ora), una tassazione complessiva non superiore al 22,5% e gli accordi per l'eliminazione delle doppie imposizioni con 90 Stati stanno permettendo all'Egitto di tornare tra le economie emergenti più promettenti. #Esteri